Ciak a Palmanova per Coureur, storia di un ciclista

6 Maggio 2017

PALMANOVA. “Coureur” è la storia di Felix Vereecke, un giovane ciclista fiammingo che ha messo la sua vita in pericolo pur di diventare un campione. Dietro al suo desiderio di aver successo ad ogni costo, c’era il bisogno segreto di conquistare il rispetto di suo padre, Mathieu, che attraverso il figlio vedeva il modo di realizzare il suo sogno infranto di diventare un ciclista affermato. Dalla sera di lunedì 8 fino a mercoledì 10 maggio, a Palmanova, si gireranno alcune scene del film, realizzato dal regista Kenneth Mercken. Piazza Grande e Borgo Cividale faranno da scenografia durante la prima e la seconda giornata. Un divieto di sosta sarà posizionato tra via Corner e la Piazza e in Borgo Cividale tra le vie da Mula/Mocenigo e la Piazza. La sera di martedì, fino a tutto mercoledì si girerà nel Piazzale del Genova Cavalleria, nel Campo Sportivo e in via Milano (anche in queste aree sarà posizionato un divieto di sosta temporaneo per lo svolgimento dei lavori).

“Riceviamo sempre più richieste da registi italiani e internazionali che vogliono Palmanova come set per le loro produzioni. Gli ampi spazi e la bellezza delle location è attrattiva per molti film e documentari. Crediamo che anche questa sia una delle potenzialità da sfruttare per uno sviluppo turistico, ma anche economico, per Palmanova” commenta il Sindaco Francesco Martines. “La produzione ha deciso di venire qui a lavorare dopo aver visto le immagini aeree di Palmanova Città di Tappa del Giro d’Italia di ciclismo dell’anno scorso”. Le riprese verranno realizzate nelle zone di Torviscosa, Palmanova e nel Medio e Basso Friuli. Qui verranno realizzate le scene delle gare su strada e degli allenamenti della squadra, lo sport center, la notte brava di Felix e compagni, l’uscita serale a Palmanova, la scena della pizzeria. Oltre 300 comparse saranno coinvolte nelle varie riprese. Il film è prodotto anche da Kino Produzioni (Italia) e Czar Film (Belgio).

La produzione narra la vita del giovane Felix, cresciuto guardando dall’interno gare di ciclismo di una piccola lega per veterani: uno strano microcosmo dove alcol, violenza, droga e soprattutto suo padre, Mathieu, sembrano regnare. Felix è irresistibilmente attratto da questo lato oscuro e quasi mistico di questo sport. Cerca di seguire le orme del padre, ma soffre di una pubertà tardiva, e fallisce miseramente nella sua prima gara. Mathieu è profondamente deluso. Quando Felix finalmente cresce, dimostra di avere un bel po’ di talento. Eccitato dal potenziale del figlio, Mathieu lo introduce al losco lato medico dello sport. Ben presto Felix impara molto sui segreti di questo sport dai suoi compagni. Avanza velocemente diventando presto il campione belga dei non professionisti under 18. Quando Felix si rende conto che sta realizzando quello in cui Mathieu non era mai riuscito, si ribella rifiutando un accordo per un contratto professionistico, organizzato dal padre per rendersi finalmente indipendente firmando con una squadra semi-professionistica italiana per concorrere al baby-Giro.

In Italia, l’allenamento pesante e il fatto che il suo corpo non risponda bene all’EPO – la droga miracolosa del ciclismo – lo fanno entrare in depressione e gli fanno perdere lo status di astro nascente. Diventa frustrato e molto aggressivo anche con i compagni di squadra. Un dottore senza scrupoli lo mette davanti a una scelta impossibile. L’unica soluzione ai suoi problemi di salute e per fare in modo che l’EPO funzioni è l’uso costante di ormoni della crescita, che implica però un alto rischio di cancro. Durante una visita in Belgio Mathieu viene in soccorso a Felix con una trasfusione di sangue; forse l’unico contatto intimo mai avuto tra padre e figlio. Tornato in Italia, completamente isolato nella casa della squadra, Felix si spinge oltre i confini della sanità mentale per rimettersi in forma. Ma quando il suo fisico cede nuovamente, Mathieu lo ripudia. Ora niente gli impedisce il tracollo verso il suo sogno, neanche la minaccia del cancro.

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