Cercivento, tragico episodio della Grande Guerra, torna in palcoscenico al Teatro Nuovo

21 Febbraio 2020

UDINE. Martedì 25 febbraio debutta in prima nazionale al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con doppio spettacolo (inizio alle 19.30 e alle 21.30), per la stagione di prosa firmata dal direttore artistico Giuseppe Bevilacqua, la nuova edizione di Cercivento, atto unico creato nel 2003 da Riccardo Maranzana e Massimo Somaglino (che ne furono anche interpreti) a partire dal testo di Carlo Tolazzi.

Lo spettacolo è stato presentato questa mattina nella sala stampa del Teatro Nuovo Giovanni da Udine alla presenza del Sindaco di Udine Pietro Fontanini, dell’Assessore Regionale alla cultura e allo sport Tiziana Gibelli, del Consigliere Regionale Luca Boschetti, della Senatrice Tatjana Rojc, del drammaturgo Carlo Tolazzi e del regista Massimo Somaglino. Sono intervenuti inoltre Fiorenzo Grassi Direttore Teatro dell’Elfo, Giovanni Nistri Presidente Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Luciano Santin storico e giornalista e i due attori protagonisti dell’atto unico, Alessandro Maione e Filippo Quezel.

Alessandro Maione e Filippo Quezel Foto Goilia Agostini)

La prima edizione di Cercivento, prodotta da Teatro Club Udine e presentata al Mittelfest (poi in tournée), fu un successo e contribuì, con la forza del teatro, a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un tragico episodio della Grande Guerra che ancora oggi reclama giustizia. Massimo Somaglino ha voluto riportare in scena lo spettacolo per dare ancora una volta voce agli alpini fucilati a Cercivento, contribuendo alla battaglia per la loro riabilitazione. E il Teatro dell’Elfo di Milano ha aderito con convinzione al progetto dell’artista friulano, con cui collabora da anni. Il Comune di Cercivento e la Regione Fvg hanno quindi scelto di dare il loro contributo e sostegno allo spettacolo e alla sua circuitazione sul territorio.

L’allestimento del 2020 rispetta l’impostazione della prima versione, riproponendo la disposizione spaziale a pianta centrale, che assicura agli spettatori una fruizione coinvolgente e una reale condivisione. Il regista ha scelto invece di rinnovare il cast, affidando a due giovani talenti, Alessandro Maione e Filippo Quezel, il ruolo dei protagonisti. Sono due soldati della truppa, alpini della Grande guerra, un carnico e un veneto, rinchiusi nella sagrestia di una chiesa tristemente riconvertita in prigione, incriminati sotto la disonorevole accusa di insubordinazione agli ordini e di sottintesa combutta con il nemico al di là della trincea, sospesi nell’attesa del proprio destino che di lì ad un’ora sarà di morte. È un intrecciarsi di sentimenti – rabbia, protesta scomposta, paura, ricordi, umiliazione di onore macchiato, accettazione, speranza e disperazione – in un’altalena di umana pietà.

Tratto da Prima che sia giorno di Carlo Tolazzi, vincitore nel 2002 del Premio Culturale “Renato Appi” di Cordenons, Cercivento trae spunto da un terribile episodio di storia vera in cui furono coinvolti – e in seguito condannati, alcuni anche alla pena capitale – molti alpini del 109° Battaglione “Monte Arvenis”, operante nella zona di Monte Croce Carnico. Un fatto duro, ripescato alcuni anni fa dall’oblio della rimozione, grazie al recupero fortuito di alcune carte processuali e alla caparbietà di ricercatori, studiosi e soprattutto parenti delle vittime, promotori di un combattivo movimento per la riabilitazione dell’onorabilità dei loro lontani congiunti.

Dopo il debutto di Udine, lo spettacolo verrà portato in scena per il circuito Ert all’Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento (26 febbraio) e al Teatro Elfo Puccini di Milano (17/29 marzo).

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!