A cent’anni dalla Rivoluzione russa, le speranze tradite

17 Ottobre 2017

PORDENONE. Teatro e storia sul palco de L’Arlecchino Errante, festival che dedica la Commedia dell’Arte al Teatro Contemporaneo a Pordenone. In occasione dei 100 anni dalla Rivoluzione russa, mercoledì 18 ottobre alle 21 a Pordenone nella chiesa dell’Ex Convento di San Francesco sarà proposto lo spettacolo “1917 core” della compagnia ErosAntEros, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia. Un concerto-spettacolo che narra quanto avvenne un secolo fa nel mese di ottobre che cambiò il corso della storia. A distanza di un secolo sarà l’occasione per riflettere sui tradimenti e le disillusioni del totalitarismo che si sono allontanati dalle speranze e dagli slanci che animarono la Rivoluzione.

Lo spettacolo di ErosAntEros vuole restituire voce al passato, portando in scena le dirompenti e commoventi parole di “pensatori sconfitti” quali Blok, Chlebnikov, Esenin, Gersenzon, Majakovskij e Pasternak, selezionate da Agata Tomsic con la consulenza di un profondo conoscitore della cultura russa come il professor Fausto Malcovati, docente di letteratura russa all’Università Statale di Milano. Ma il grande slancio e l’entusiasmo iniziali sono stati presto traditi. Per questo, all’ottimismo dei versi vengono contrapposte le sonorità tragiche dell’Ottavo quartetto di Šostakovič, dedicato dal compositore alle vittime dei fascismi e delle guerre, e a sé stesso. Tre sono gli elementi principali che compongono lo spettacolo: le parole dei poeti, incarnate da Agata Tomsic, le musiche rielaborate da Davide Sacco, la proiezione video delle animazioni di Gianluca Sacco. Tre linguaggi diversi che dialogano tra loro per narrare l’utopia che è sembrata poter ribaltare il mondo.

Una lettura-concerto per ridare vita alle parole dei poeti che hanno cantato la Rivoluzione d’ottobre, e restituire il sapore della sorpresa e la gioia per l’avvento di un tempo talmente nuovo da lasciare senza fiato. Quell’incredibile momento in cui “nostra alfine sarà” è sembrato divenire “nostra alfine è”, e si è immaginato una nuova idea di Stato che “- solo adolescente – crea, inventa, prova!”. Ma il grande slancio e l’entusiasmo iniziali sono stati presto traditi. Per questo, all’ottimismo dei versi di Majakovskij, Blok, Chlebnikov, Esenin, Pasternak e Geršenzon lo spettacolo contrappone le sonorità tragiche dell’Ottavo quartetto di Šostakovič, dedicato dal compositore alle vittime dei totalitarismi e delle guerre, e forse a se stesso…

ErosAntEros è un duo composto da Davide Sacco e Agata Tomsic (regia e design musicale lui, drammaturgia e performance lei) nato nel 2010, che lavora sui linguaggi contemporanei per sperimentare ogni possibile incisività del teatro sulla realtà sociale. Tuttora molto giovani, conservano con sorprendente correttezza la venerazione per i loro maestri (Teatro delle Albe, Odin Teatret, Societas Raffaello Sanzio, Teatro Valdoca, Motus) pur delineando sempre di più una originale personalità e una forte e autonoma responsabilità artistica e civile.

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