Casarsa: storie e leggende salvate dall’oblio

15 Luglio 2019

Alcune raccolte opera di Castellani

CASARSA. San Giovanni di Casarsa si riapproprierà di una parte importante della sua memoria mercoledì 17 luglio alle 21.15: infatti nel borgo di Versuta, grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione La Beorcja, l’Assessorato alla Cultura proporrà una serata letteraria-musicale a ingresso libero nella quale verranno raccontate le antiche favole in friulano sangiovannese che un tempo si trasmettevano di generazione in generazione la sera, nelle stalle d’inverno o nei cortili d’estate, quando le famiglie si radunavano dopo la cena e prima di andare a dormire. Il tutto grazie allo straordinario lavoro di conservazione realizzato dal maestro Riccardo Castellani, figura chiave a Casarsa e San Giovanni, dove insegnò nel Secondo Dopoguerra e si distinse non solo per le sue poesie in friulano (è infatti uno dei poeti in marilenghe più importanti del Novecento), ma anche nel recupero di fiabe e leggende popolari.

“E se per Casarsa la leggenda più nota salvata da Castellani – spiega l’assessore alla cultura Fabio Cristante – è quella “Da li Fadis Aganis da li Miris’cis”, a San Giovanni, in una serie di pubblicazioni curate per la Società Filologica Friulana, strappò all’oblio una serie di racconti popolari tra i quali Titin Titon, Toni Mat e Meni Saviu, personaggi caratteristici le cui avventure, insieme ad altre, saranno narrate nuovamente nella serata che abbiamo organizzato insieme a la Beorcja ricreando lo spirito di un tempo, visto che il pubblico si siederà, su delle balle di fieno, tutt’intorno ai narratori, nella strada che attraversa il borgo e chiusa per l’occasione al traffico”.

La serata è intitolata “Titin Titon, Toni Mat e Meni Saviu e altri contis” e a declamare in friulano i racconti, dando loro vita con un’intensa interpretazione, saranno Luigina Comin e Roberto Colussi. L’intrattenimento musicale, con le villotte friulane di un tempo, sarà invece a cura della compagnia casarsese de L’Oca selvaggia (Elia Bertolin, Giuliano Novello, Nori Girardi, Elisabetta Stefanel e Ileana Rocchi).

“Sarà anche l’occasione – ha aggiunto Cristante – per dare il giusto tributo all’opera filologica di Castellani: oltre alle sue pubblicazioni, recentemente un suo ex allievo, Elvio Dorigo, ci ha anche mostrato una foto del 1956 in cui, di fronte alla sua casa, accoglieva una scolaresca di San Giovanni, alla quale faceva lezione all’epoca nella loggia accanto al duomo, segno di come la stima per il proprio insegnante sia ancora immutata dopo così tanti anni. Proprio parlando con genitori e nonni di quelle bambine e bambini Castellani recuperò tutte queste favole, le quali altrimenti sarebbero andate perdute. Siamo inoltre felici di annunciare che alla serata parteciperanno i figli di Castellani, ai quali potremo tributare di persona la riconoscenza della nostra comunità per l’opera del padre”.

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