Da casa di riposo per anziani al “servizio della persona”

10 Dicembre 2017

UDINE. Due firme femminili, una storica e una scrittrice, raccontano per la prima volta in un libro l’intera storia de La Quiete, la Casa di ricovero e di riposo di Udine diventata oggi Asp, Azienda pubblica di servizi alla persona, punto di riferimento nell’assistenza agli anziani per la città e l’intero territorio.
Il libro, scritto da Liliana Cargnelutti ed Elena Commessatti, si intitola “Siamo tutti dentro la vita” – Dalla Casa di ricovero a La Quiete di Udine – Storia e cura di una trasformazione (1847-2017) – Gaspari Editore – è stato presentato dalle due autrici in Sala Ajace a Udine in presenza del sindaco Furio Honsell, insieme al Presidente de La Quiete Stefano Gasparini, moderati dalla giornalista Giacomina Pellizzari.

Si tratta di un viaggio – a due voci – che ripercorre i 170 anni della struttura di via S. Agostino e ne celebra il carattere virtuoso per l’intera comunità. Liliana Cargnelutti ne racconta nascita ed evoluzioni grazie a fonti storiche inedite e suggestivo materiale d’archivio e iconografico. “La Quiete nacque come ricovero per combattere mendicità e miseria – spiega Cargnelutti – ma poi la struttura si trasformò nel tempo seguendo un diverso concetto di qualità della vita. Grazie a tale evoluzione e alla lungimiranza dei suoi benefattori, è diventata simbolo di assistenza intesa come benessere e come affermazione dei diritti delle persone più fragili”. Il racconto della storica arriva fino alle recentissime opportunità di ampliamento della struttura nelle adiacenti zone ex demaniali. “I futuri lavori che coinvolgeranno tutto Borgo Pracchiuso sono il perfetto coronamento della storia di un luogo destinato ad essere ponte tra generazioni e cuore pulsante di ciò che di meglio Udine sa dare”.

Elena Commessatti interviene nel volume con interviste intense ad alcuni protagonisti. L’autrice porta nel libro la storia più recente de La Quiete, a partire dall’esclusiva intervista con Beppino Englaro, padre di Eluana. “La vicenda Englaro – commenta Commessatti – si inserisce proprio nel solco virtuoso che La Quiete ha saputo tracciare e che ha posto la città di Udine al centro di una delle battaglie civili più importanti sui diritti umani, quella sul fine-vita”. Con la sua penna sensibile conversa con lo scrittore Pino Roveredo, sui grandi temi della vita; con rigore di documentazione di fonti, attraversa la storia del mecenatismo cittadino, che per la prima volta viene narrato anche attraverso il tratteggio di Elda Morpurgo ed Enrico Hofmann, e Angelo Morelli de Rossi, raccontato con le parole della moglie Anna Maria Frangipane Morelli de Rossi.

Il Presidente de La Quiete Stefano Gasparin ha fatto una riflessione prendendo spunto proprio dalla ragione sociale de La Quiete, ovvero Azienda Pubblica al Servizio della Persona: “La persona è la struttura portante della famiglia, della società, dello Stato. Non per niente campeggia nell’introduzione della nostra Costituzione. La persona è anche un centro di bisogni, di aspettative, di richieste: per questo necessita della collaborazione e dell’aiuto degli altri, sviluppando il naturale sentimento di solidarietà. Ecco: come Asp dobbiamo capire, interrogare, ascoltare ed interpretare i nostri ospiti e i loro bisogni. La Quiete ha una lunga esperienza in questo campo di cui siamo orgogliosi, con la sicurezza che in futuro saremo sempre fedeli a questi valori”.

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