Carlo Gabardini presenta il suo libro martedì alla Friuli

2 Aprile 2016

UDINE. Martedì 5 aprile alle 18, nella Libreria Friuli di Udine, l’Olmo di Camera Caffè (l’informatico amico di Luca e Paolo), CARLO GABARDINI presenta per la prima volta a Udine il libro FOSSI IN TE IO INSISTEREI, Lettera a mio padre sul perchè non dobbiamo avere paura ad essere felici. Modererà l’incontro Alessandro Baldo (direttivo Arcigay Friuli Nuovi Passi, con la cui collaborazione l’evento è organizzato).

coperCarlo G. Gabardini è un vulcano in costante attività. Attore, autore televisivo e di teatro, ideatore di festival cinematografici. Per il grande pubblico, però, è soprattutto Olmo, l’irresistibile tecnico informatico, nonché ragazzo padre, del serial tv Camera Cafè, di cui è anche coautore. Chi non ricorda le sue camice a fiori e le battute esilaranti e assurde da nerd sentimentale? È la stessa comicità che c’è nel suo libro autobiografico “Fossi in te io insisterei” (Mondadori Strade Blu, 17 euro), che però tocca anche corde molto intime e sensibili, che hanno a che fare con la realizzazione dei propri desideri più autentici e il coraggio di essere se stessi.

Il coraggio che circa tre anni fa ha spinto Carlo-Olmo a scrivere una lettera aperta a un quotidiano nazionale per rivendicare la propria omosessualità. Un adolescente si era appena tolto la vita e Gabardini ha sentito il dovere di fare coming out per tutti quei ragazzi che ancora oggi in Italia soffrono in silenzio. Una scelta molto coraggiosa la sua, che in pochissimi tra chi fa il mestiere dell’attore osano fare. Nel suo libro, scritto come una lunga lettera al padre, c’è questo, ma anche molto altro: gli ostacoli da superare prima di capire cosa si vuole fare davvero, i dubbi e le domande che tutti ci possiamo porre cercando una nostra strada verso il successo. Un libro che è un invito a non aver paura, a uscire allo scoperto, a rivelare agli altri (e prima ancora a noi stessi) chi siamo realmente e cosa vogliamo per la nostra vita. Un invito a non mollare. A insistere. Perché solo così possiamo riprendere in mano il filo della nostra esistenza.

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