Carlo Campogalliani uno tra i più longevi registi (anche attore) del cinema italiano

5 Ottobre 2020

La tempesta in un cranio

PORDENONE. Riscoperto dalla Cineteca Italiana di Milano, martedì 6 ottobre a partire dalle 20.30 le Giornate del Cinema Muto propongono in streaming (www.giornatedelcinemamuto.it) un interessante titolo del 1921, La tempesta in un cranio di e con Carlo Campogalliani, uno dei registi più longevi del cinema italiano, attivo dal 1914 al 1961. Il film percorre strade diverse a quelle dei drammoni e delle grandi dive che andavano per la maggiore e propone un mix davvero inedito tra follia e avventure rocambolesche nelle quali si trova impigliato il protagonista.

Renato De Ortis è l’ultimo discendente di una nobile e ricca famiglia che vive nel terrore di ereditare la follia degli antenati. La tempesta in un cranio, che sembra ironizzare sulla nascente psicanalisi, si trasforma ben presto in una scatenatissima commedia in cui Campogalliani dà il meglio di sé anche sotto il profilo fisico-atletico. La protagonista femminile è la moglie Letizia Quaranta, che girò con lui molti altri film. Figlio di attori girovaghi, prima di passare dall’altra parte della macchina da presa, Campogalliani esordì come attore già nel 1910. Come regista ebbe subito successo con il filone dei Maciste, ma sia nel muto e più ancora con il sonoro (suo il primo film sonoro di Ettore Petrolini) sperimentò ogni genere di film popolari, dal mitologico al comico, dal melodramma al film musicale. Per lui, alfiere di un cinema che doveva divertire ma anche istruire, il cinematografo doveva essere mezzo di propaganda del bene, dell’onestà e dei più nobili sentimenti umani e sociali.

Castelli e palazzi cechi

Si lega perfettamente a La tempesta in un cranio il cortometraggio che lo precede, proveniente dal Národní filmový archiv di Praga, České hrady a zámky [Castelli e palazzi cechi], diretto e interpretato dall’attore, cantante e compositore di cabaret, oltre che scrittore, Karel Hašler, che ebbe l’idea originale di girarlo come prologo di una sua commedia teatrale. La tranquilla passeggiata di due innamorati tra pittoreschi castelli si trasforma improvvisamente in comico film di inseguimenti: è Hašler stesso che, atteso al Théâtre Variété di Praga, si rende conto di essere terribilmente in ritardo e comincia una corsa spericolata, usando ogni mezzo disponibile per coprire la distanza di 30 chilometri che lo separa dal suo pubblico. Il film veniva proiettato a teatro dopo un avviso agli spettatori che il protagonista era in ritardo ma che una proiezione li avrebbe intrattenuti fino al suo arrivo. Fondendo il finale del film con il suo ingresso a sorpresa, da dietro lo schermo l’attore irrompeva sulla scena. Fino a oggi České hrady a zámky era datato 1914, ma nel corso delle ricerche per il catalogo delle Giornate sono emersi dettagli che lo datano con certezza a settembre 1916. La fama di Hašler raggiunse l’apice negli anni Trenta con musical di grande successo, ma i suoi testi patriottici e antitedeschi gli costarono nel 1941 la deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen, dove fu assassinato. Ancora oggi un’importante figura della cultura popolare ceca, a Hašler è dedicata una statua sulla scalinata che porta al Castello di Praga.

Il programma cinematografico sarà seguito come sempre da un approfondimento, con la possibilità per gli spettatori di porre domande attraverso la chat. Insieme al direttore Jay Weissberg, interverranno Matteo Pavesi della Cineteca Italiana e i musicisti Günter Buchwald e Frank Bockius. Sempre martedì 6 ottobre è in programma alle 16 uno speciale appuntamento con la musica, perché la masterclass sull’accompagnamento dei film muti è live e coinvolgerà numerosi musicisti delle Giornate: Philip Carli, Mauro Colombis, José María Serralde Ruiz, John Sweeney e Daan van den Hurk saranno in collegamento da Stati Uniti, Australia, Messico, Regno Unito e Paesi Bassi.

Le presentazioni di libri propongono, dalle 17, Japonisme and the Birth of Cinema di Daisuke Miyao (anche autore nel 2007 di una biografia di Sessue Hayakawa, la star del film di lunedì) sulla relazione tra l’estetica giapponese e il cinema dei fratelli Lumière. A seguire, Screening Race in American Nontheatrical Film, un libro a più mani di Allyson Nadia Field, Marsha Gordon, Martin Johnson, Tanya L. Goldman, sulla rappresentazione della razza nei film americani non destinati alla grande distribuzione.

Condividi questo articolo!