Camera Obscura: in Consiglio Fvg le foto forostenopeiche

20 Novembre 2019

Macchina a foro stenopeico di Luciano Celli

TRIESTE. Si inaugurerà giovedì 21 novembre alle 13 nella sede del Consiglio Regionale (Piazza Oberdan, 6, Trieste) la mostra “Camera Obscura – Omaggio a Leonardo Da Vinci”, un’iniziativa del festival Fotografia Zero Pixel che presenterà dieci fra i maggiori fotografi che adottano e insegnano la fotografia forostenopeica nella nostra regione, nel Veneto e in Slovenia: Luciano Celli, Andrej Furlan, Dino Zanier, Alessandro Mlach, Marko Vogrič , Luigi Tolotti, Massimo Stefanutti, Lorenzo Tommasoni, Viljam Lavrenčič e Annamaria Castellan. Le loro immagini saranno esposte, fino al 6 dicembre, insieme ad alcune delle macchine fotografiche a forostenopeico con cui sono state realizzate.

Luciano Celli

Nel 1515 Leonardo da Vinci descrisse per la prima volta in modo sistematico il procedimento usato sin dai tempi antichi da scienziati e artisti per osservare e disegnare il reale. E’ la Camera Obscura, una stanza, una camera appunto – successivamente una scatola nera – con un forellino su di una parete, il foro stenopeico, attraverso il quale veniva a proiettarsi, sulla parete opposta, l’immagine fedele e capovolta del paesaggio esterno. Il trattato, inserito nel suo Codex Atlanticus è stato considerato la prima descrizione di quella che a tutti gli effetti è ritenuta la prima macchina fotografica, la base scientifica della ripresa fotografica, ed è per questo motivo che gli apparecchi fotografici vengono ancora oggi chiamati “camere”.

Foto Lorenzo Tommasoni

Dapprima la camera oscura è stata utilizzata dagli artisti, per riprodurre su tele o carta paesaggi, interni, composizioni; poi dai fotografi, sostituendo le tele con vetri o carte trattate con gelatine fotosensibili. Ancora oggi, nonostante le nuove tecnologie digitali, molti sono gli appassionati, professionisti e non, che si dedicano alla tecnica fotografica stenopeica, dai risultati sorprendi per la semplicità tecnologica che ne è alla base. Infatti una delle caratteristiche più interessanti che rendono questa tecnica così amata è che ogni fotografo può realizzare personalmente la propria macchina forostenopeica, con materiali, forme e dimensioni differenti. Persino la moderna fotocamera digitale dei telefoni cellulari – che ha mantenuto per puro gioco sonoro il click dell’otturatore meccanico – trattandosi di un semplice foro di piccole dimensioni munito di una lente, si basa sul principio della camera oscura descritto da Leonardo più di cinquecento anni fa.

La mostra sarà visitabile fino al 6 dicembre. Per il calendario completo del festival: www.fotografiazeropixel.it

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!