Buona Novella, successo a Cordenons. Venerdì sera sarà in Piazza XX Settembre

2 Gennaio 2020

L’Orchestra a plettro durante le prove

PORDENONE. Dopo la strepitosa serata di capodanno in piazza XX Settembre tra musica e spettacolo di luci e immagini in 3d, la programmazione del Natale a Pordenone nel nuovo anno, venerdì 3 gennaio, riprende in musica con due concerti. A dare vita al concerto di inizio anno alle 20.30 nel Convento di San Francesco sarà l’Orchestra a Plettro Regionale del Friuli Venezia Giulia, diretta per l’occasione da Sebastiano Zanetti. In programma alcuni dei più famosi brani scritti per orchestre a plettro e adattamenti a tema natalizio: Il racconto del Torero, di Angelo Prenna, Notte di Giovan Battista Marzuttini, The song of Japanese autumn di Yasuo Kuwahara, Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, Valzer n.2 di Dmitri Shostakovich, Mandolin project di David Laheurte, Les milions d’Arlequin di Riccardo Drigo, L’ultimo dei Mohicani di T.Jones & R.Edelmann, La vita è bella di Nicola Piovani, Suite marinaresca di Amedeo Amadei. A comporre l’orchestra (mandolini, mandole, chitarre, contrabbassi) sono i migliori musicisti a plettro e pizzico del Friuli Venezia Giulia, professionisti e appassionati, provengono per lo più dalle tre orchestre a plettro di Udine (Marzuttini), San Vito al Tagliamento e Codroipo. La musica a plettro si diffuse in Friuli Venezia Giulia nel 1800 con grandi autori e oggi l’Orchestra Regionale vuole portare avanti questa tradizione

Dopo il grande successo all’Aldo Moro di Cordenons il coro Polifonico S. Antonio Abate porta il proprio progetto in piazza XX Settembre per il Natale a Pordenone, venerdì 3 gennaio una originale trasposizione per coro de La buona Novella di De Andrè per “uno dei più grandi lasciti artistici, etici e umani della discografia di Fabrizio De André, nonché un esempio tra i più splendenti e attuali di concept album italiano, di opera d’arte capace di valicare i confini tra proposta musicale e poetica, di coniugare etica ed estetica in unità indissolubile”. In questo nuovo allestimento il Coro diventa protagonista e quindi coro scenico; recitando e cantando interagirà con voci soliste voce recitante, pianoforte, violino e violoncello. Ne risulta una messa in scena particolare, che sottolinea quei colori ed effetti musicali che solo la voce che canta assieme ad altre voci può creare.

La buona Novella (Foto Sergio Vaccher)

“La scelta di un’opera di musica leggera per il Polifonico è una grossa novità – afferma la presidente Lorella Santarossa – volta ad allargare i propri confini sia di repertorio che di pubblico, proseguendo così il percorso di ricerca e sperimentazione musicale che lo caratterizza e che da quest’anno prende il nome di Un Coro che cambia. In particolare il progetto si rivolge a un nuovo pubblico che potrà scoprire il Polifonico S. Antonio Abate in veste di “vettore” di musica leggera”.

Una rilettura in chiave corale per il capolavoro di De Andrè, frutto di un lavoro di squadra: Marco Bianchi si è occupato degli arrangiamenti, mentre l’elaborazione corale è stata affidata a Monica Malachin, allo stesso Marco Bianchi e a Lorenzo Donati per Ave Maria; ad accompagnare i solisti del Coro, diretti da Monica Malachin, ci saranno ancora Marco Bianchi alla chitarra, Rudy Fantin al pianoforte e alle tastiere, Lucia Clonfero al violino, Francesco Tirelli alle percussioni e Francesco Bearzatti al sax e al clarinetto. La voce recitante è di Fabio Scaramucci, mentre la regia è di Andrea Chiappori. Il linguaggio cantautorale di Fabrizio De André emerge prepotentemente ed è protagonista assoluto.

Ma non manca l’uso intelligente del Coro che simula la moltitudine del popolo con un’impostazione assolutamente classica e gregoriana, a sottolineare l’aspetto sacrale della musica e del testo. A 20 anni dalla sua creazione La Buona Novella si dimostra ancora attuale e potente. Attraverso i Vangeli apocrifi emerge la vocazione umana e terrena, quindi provocatoria e rivoluzionaria della figura storica di Gesù di Nazareth. Dalla sua fondazione nel 1997 il Coro Polifonico Sant’Antonio Abate di Cordenons è diretto dalla Maestra Monica Malachin. Sin da subito, l’attività del Coro si è espressa in concerti, rassegne, festival e concorsi in Friuli Venezia Giulia, in Italia e in Europa nonché in una puntuale e costante preparazione vocale e musicale dei coristi.

“I Teatri dell’anima” – festival di Etabeta Teatro nato per riflettere sul mondo che è stato, che sta cambiando e che sarà, analizzando etica, storia e religione – torna, dopo il felice appuntamento dello scorso anno, al Museo Diocesano d’Arte Sacra di Pordenone, dove sabato 4 gennaio alle 17 e alle 20.45 con ingresso libero si terrà l’intenso spettacolo della compagnia I Teatri 35 “Amor che move il sole e le altre stelle”. Ne parliamo ampiamente in un altro articolo.

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