Beethoven e “Casa Europa” Musica e teatro al S. Giorgio

24 Agosto 2020

UDINE. Il 27 agosto al Teatro San Giorgio di Udine, alle 21, andrà in scena Ludwig Van Beethoven con la regia e drammaturgia di Jacopo Squizzato. Prodotto dalla GoldenShow con il contributo della Regione e il Patrocinio dell’Ambasciata di Germania a Roma, lo spettacolo vedrà protagonisti Stefania Ventura e Luca Negroni.

”In tempi in cui emergono grandi disegni legislativi che si prefiggono di fare fronte ai gradi dell’emergenza in atto – si legge in un comunicato -, riteniamo sia parimenti necessario sottolineare il valore della nostra storia comune europea. In questo senso accogliamo le celebrazioni dell’anno beethoveniano come una preziosa occasione di unione transnazionale capace di riportare l’attenzione del pubblico ai valori della casa comune europea. Abbiamo così deciso dare vita a un progetto multidisciplinare di drammaturgia contemporanea, che vedrà come protagonisti un attore e un’attrice di prosa al fianco d’un quartetto d’archi. Una produzione snella e capace di venire in contro alle difficoltà produttive generate dalla pandemia da Covid-19 nel mondo dello spettacolo. Rileggendo le pagine più dense della vicenda biografica di Ludwig Van Beethoven è emersa un’Europa dilaniata dalle guerre e che vedeva cittadini isolati nelle loro particolarità territoriali e nazionali. Con la sua musica Beethoven fu in grado di cantarne la paura e la gioia con una maestria compositiva senza pari.

Se la musica è la più immateriale delle arti, il teatro – si aggiunge – è di certo la forma artistica più fisica e corporale che esista. Il confluire di queste due discipline opposte concorrerà a rendere l’operazione fruibile a tutte le fasce di pubblico incoraggiando così la partecipazione attiva della cittadinanza ai luoghi della cultura. Il testo scritto e diretto da Jacopo Squizzato, dipingerà la vicenda biografica del compositore in dialogo diretto con la storia europea. L’Europa sarà letteralmente in scena, verrà difatti interpretata da un’attrice che interpreterà il nostro antico continente. Essa arrecherà tutti i suoi dubbi, le sue cicatrici e le sue contraddizioni entrando in rapporto con la già tormentata mente del compositore.

Inoltre il gioco teatrale che attuerà questo spettacolo – si conclude – consiste nel relazionare ciò che i musicisti stanno facendo con il mondo interiore di chi la musica l’ha scritta e di chi la musica la sta ascoltando. Attenzione, non si tratta di una specie di guida all’ascolto travestita da spettacolo, tutt’altro. Si tratta di offrire al pubblico, attraverso le parole, il pensiero, la vita, le opere e la personalità del compositore, una potente metafora per qualsiasi appassionato d’arte e musica”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!