Arttime: la magia del colore

22 Luglio 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine propone la mostra collettiva “La magia del colore 2017”, che sarà visitabile dal 22 luglio al 3 agosto. Vi partecipano: Odette Droit, Heide Scheerschmidt, Ferdinando Pagani, Adriano Vignando, Inge Kreuzer, Sigurd Knöbl, Herbert Wiedergut, Lorenzo Mignani, Roberta Valducci (Azzurra la Naif).

Odette Droit, nasce a Parigi, e vive e lavora in Francia. Sin da giovane decide di seguire dei corsi d’arte a “La Grande Chaumère”, studia inoltre design della moda a “L’École Noréro”. Dopo aver lavorato come stilista e modellista, decide di aprire la sua Maison de prét à porter ad Antibes, in Costa Azzurra. In questo suo studio riesce ad unire il mondo della moda con svariate creazioni artistiche, dando a vita, da queste incredibili commistioni a dei tessuti originali. Grazie a questi studi Ode deciderà di consacrarsi definitivamente all’arte. Alla “École des Beaux Arts” ad Avignone studia la scultura sotto l’importante direzione del famoso scultore Louis Ball. Lavoreranno insieme alla realizzazione di un’opera monumentale per il Palais des Papes nella città di Avignone. Una famosa scultrice, allieva di Antoine Bourdelle, rinominata Gine Pynaud, le insegnerà durante corsi privati, la scultura e il modellismo. Successivamente Ode lavorerà nello “studio de la Victorine” sotto la guida di Alexandre Mari che la inizierà allo studio delle tecniche moderne, che le permetteranno di realizzare delle sculture monumentali per il mondo del cinema. Grazie ai diversi viaggi compiuti nelle Indie, Nepal e Sikkim, Ode viene a contatto e studia le tecniche dell’arte orientale. Resta per diversi mesi nelle Indie dove compie opere di restauro su degli affreschi posti all’interno di un monastero buddhista a Darjeeling. Lavorerà successivamente anche su alcuni affreschi di una nuova Stupa a Denver, in Colorado. La sua tecnica pittorica è particolare: i colori acrilici, le cere e gli inchiostri si combinano fra di loro con lo scopo finale di ottenere delle trasparenze e delle velature di colore, che possano avvicinarsi il più possibile ai più profondi ed unici giochi di luce che si possano immaginare.

Nei suoi lavori, l’artista Heide Scheerschmidt, si fa aiutare dalla formazione professionale come segretaria. I codici di scrittura sono diventati parte integrante dei soggetti delle sue opere. Non sempre in Heide Scheerschmidt si percepisce un linguaggio chiaro, bensì tutto viene cifrato, ad esempio utilizzando come elementi i codici a barre dei numeri di articolo europei (Codice EAN), oppure servendosi del font “Wingdings” che al posto delle lettere contiene una serie di elementi grafici. In tal modo storie e motivi si celano nelle opere dell’artista per poi divenire chiari solo dopo un esame più attento. Proprio il mix di immagini familiari, temi e simboli sconosciuti costituisce il fascino unico di questo modo originale di fare Arte. Alcune delle opere contengono, ad esempio, elementi aggiuntivi o continuazione di tratti, cerchi e inaspettati punti di fuga. Questi lavori spesso provocano nello spettatore un effetto quasi umoristico dal momento che esso può provare l’ingenua sensazione che le scene rappresentate richiamino dei motivi/scene infantili e molto semplificati. A livello tecnico in Heide Scheerschmidt la pittura ad olio si combina alla lamina metallica, finendo per creare un’originale sintesi elaborata su tela.

Ferdinando Pagani, milanese di nascita, vive ed opera a Busto Arsizio. La schiettezza delle immagini, l’onestà intellettuale che le sostiene, il senso critico che lo porta continuamente a confrontarsi con altre esperienze, sono limpidi ed acuti. C’è una diffusa coerenza pittorica fra contenuti motivazionali ed esiti espressivi. I riferimenti sono ancora quelli della realtà, ma il segno ora è più morbido e flessuoso e mira a disperdere l’immagine in atmosfere vagamente oniriche dove la realtà tende a diventare sogno o evocazione. Dalla densa espressività Pagani è passato alla riflessione intellettuale, rigorosa e metodica. Quella che per anni è stata chiamata astrazione analitica, pittura non oggettiva, diventa qui metodo di indagine interiore. L’artista arriva così a realizzare una serie di opere dove è possibile vedere come il lavoro dei decenni precedenti si sia riformulato in tele compatte ed estremamente liriche.

I dipinti di Adriano Vignando nascono dalla sua profonda necessità di comunicare con l’Infinito. Attraverso il suo percorso artistico tra i colori permeati ed accesi dalla luce cerca il suo contatto interiore riuscendo così a superare le barriere del suo ” essere umano “. Il suo intento è quello di condividere con tutti la sua profonda gioia ma anche il tormento delle sue emozioni, sperando di offrire un piccolo varco su un mondo che ci sembra tanto lontano, che invece è più vicino di quanto possiamo immaginare. Dopo molti anni di studio e applicazione ma soprattutto di ricerca interiore desidera portare un messaggio di speranza e di pace attraverso le forme e i colori della sua immaginazione. Un grande fotografo e artista, Henri Cartier-Bresson diceva che il disegno e la pittura sono meditazione. Questo sono i quadri di Adriano Vignando: la sua meditazione, che diventa la meditazione di tutti coloro che attraverso i suoi dipinti aprono il cuore alla propria interiorità, la nostra vera realtà.

Inge Kreuzer è un’artista innovativa, presenta opere che sono il frutto delle geniali ricerche del professor Röntgen interpretate con un personale tocco artistico. Per l’artista è fondamentale il legame con la moda, il design, il colore e tutto ciò che grazie ad essi può suggerire armonia, leggerezza e luminosità. Affascinata anche dalle immagini a Raggi X, i loro toni e struttura, l’elegante flusso delle sfumature, ha voluto provare ad unire questi due spunti. Le opere di Inge Kreuzer appaiono spesso come un passaggio attraverso un altro mondo, un altro tempo; guida lo spettatore verso nuove dimensioni dando la sensazione di costante ricerca di libertà, speranza ed energia per poter percorrere assieme un percorso in direzione di una nuova dimensione. La trasparenza e la visibilità che presentano le sue immagini a Raggi X sono complesse; con la sua Arte, punta a rapire i pensieri e i sogni delle persone e permette loro di immergersi, idealmente, in uno scenario connotato da una totale assenza di peso.

Il pittore Siegfried Knöbl – nome d’arte Sigurd – è un autodidatta. Nato nel 1960, vive a Laßnitzhöhe in Stiria dove ha lo studio e crea i suoi dipinti. Fin dall’infanzia è stato molto colpito ed affascinato dalla pittura. Nel 1991, ha deciso di cimentarsi approfonditamente nella pittura ad olio. Si è recato dunque a visitare gallerie e mostre per poter meglio osservare le opere di altri artisti. Dopo molti tentativi, ha avuto modo di lavorare con il pennello ed i colori padroneggiandoli con la giusta sicurezza. In principio si era orientato verso lo stile del Realismo Fantastico e Surrealismo, successivamente ha trovato la propria direzione: l’artista chiama questo stile “Mystikart di Sigurd”. L’autore preferisce i colori audaci per poi disporli con grande cura e finezza sulla tela. Ogni immagine è indipendente in sé e tuttavia si inserisce perfettamente nel concetto di pittura mistica precedentemente elaborato. L’invito è quello di lasciare che i pensieri dell’artista, le fantasie e le influenze stilistiche si fondano formando un’immagine totalmente originale.

Herbert Wiedergut è nato a Klagenfurt; sin dai tempi del liceo ha appreso la pittura a olio dal professor Hetzendorfer. Successivamente intraprende gli studi di Medicina ed accantona, temporaneamente, le sue abilità pittoriche. Tra il 1993 e il 1996 ha vissuto in Baviera esercitando la professione medica. Dal 1996 si è dedicato interamente alla pittura, esponendo in prestigiose mostre in Germania (Planetario Zeiss di Berlino, Francoforte, Bochum), Canada e Sudafrica. I suoi lavori nascono da una profonda riflessione sul rapporto tra microcosmo e macrocosmo, della relazione tra la singola persona e l’universo che la circonda. Lo spettatore è portato ad esprimere il proprio punto di vista tramite l’osservazione del visibile e la meditazione sull’invisibile, quasi cercando di “spiegare” gli affascinanti misteri del cosmo.

Lorenzo Mignani lavora come artista dal 1986. Inizialmente sperimentando elementi di astrattismo puro, ispirandosi a Klee, Kandinsky e Mondrian, poi addolcendo un poco questo rigore ed aprendosi ad influenze fauve. Il suo lavoro si inserisce nella tradizione dell’arte espressionista lirica astratta e ne trova la sua chiave, con toni mistici. La sua arte intende unire insieme il pensiero occidentale ed orientale. I dipinti, a volte quasi indescrivibili, si sovrappongono con il lavoro di grandi artisti precedenti, ma hanno un carattere singolare ed a sé stante.

Roberta Valducci, in arte Azzurra La Naif, nasce a Ferrara, ma vive e opera a Pordenone. Fin dalla giovinezza manifesta una forte passione per il disegno e poi, in seguito, per la pittura. Negli anni novanta intraprende un percorso di studi artistici da autodidatta. Con la creazione dei primi quadri nasce la passione per il Colore. Nel corso degli anni continua a dipingere, pur intraprendendo altre strade lavorative. Frequenta molti ambienti artistico culturali ed ha così la possibilità di confrontarsi con diverse realtà pittoriche. Roberta Valducci segna un momento di rinnovamento per quanto riguarda lo stile naif, inserendo elementi del fantastico negli scenari classici di questa espressione pittorica, ben lontana dall’essersi esaurita col passare del tempo. Scegliendo il nome d’arte di Azzurra la Naif, Roberta sottolinea la volontà di seguire le orme della corrente artistica dei Candidi, rendendola più moderna e dandole una impronta ampiamente personale, che rende riconoscibili alla prima occhiata le sue opere. Gli animali coloratissimi parlano dai suoi quadri, materici, tangibili, usciti da un mondo di fiaba che riporta nella sua più profonda accezione l’ingenuità e la dolcezza tipiche del naif, traghettandole da un contesto generalmente di campagna a quello della fantasia e dell’immaginario. I colori intensi, netti, senza sfumature, ma accostati gli uni agli altri, formano incredibili tavolozze che non mancano di suscitare allegria e serenità in chi osservi le composizioni.

La mostra sarà visitabile alla Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.

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