Artisti d’oggi in collettiva

21 Gennaio 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine ospita da oggi la mostra collettiva dal titolo “Artisti contemporanei all’Arttime”. Partecipano alla rassegna Florkatia Libois, Patrizia Biagini, Giorgio Micheli, Pier Luigi Galli, Alessandro Gavilli, Stefano Guadagnoli.

Florkatia Libois, una artista della diversità, dell’umiltà, della solitudine, della sofferenza si esprime attraverso una pittura indagatrice della diseguaglianza umana. L’artista predilige l’utilizzo di sfumati colori pompeiani, rappresentativi di una quotidianità fuori dal tempo, nei quali ritaglia accorate e dolenti figure trafitte sulla tela con cupi, vigorosi segni di una gestualità rabbiosa e liberatrice. L’introspezione psicologica rivolta all’umana sofferenza, all’interiore affanno si ricompone in una lucida “pietas”, che non lascia campo all’ipocrisia, alla leziosità del bon ton e al disimpegno di chi vuole ignorare la sofferenza del suo prossimo. La pittura di Florkatia suscita nel pubblico una profonda emozione: da essa traspare il suo “io” come un grido di disperazione e di angoscia. Si esprime evidenziando l’Arte come norma di sentimenti, i “suoi” sentimenti, raggiungendo l’effetto con un discorso chiaro e di forte vigore espressivo, dal quale spazio e luce in giuste dimensioni fanno emergere una liricità pura ed una carica umana che si evidenzia in immagini lontane da una ricerca sofisticata.

Patrizia Biagini nasce a Roma nel 1960. Da sempre è appassionata di Storia dell’Arte e di disegno, in particolare per l’Arte Paleocristiana e Bizantina e Rinascimentale che ha approfondito anche con seminari universitari. A partire dal 2004 approfondisce lo studio dell’arte sacra, dell’iconografia bizantina e dell’affresco, acquisendone sia la tecnica rinascimentale che ortodossa, frequentando anche corsi e seminari al Centro Russia Ecumenica tenuti da Maestri Iconografi internazionali. Le sue opere di arte sacra sono realizzate utilizzando la tecnica della tempera all’uovo su tavola gessata. Per quanto riguarda le opere di arte contemporanea predilige ritratti e temi africani. La sua ricerca artistica la sta portando a sperimentare la progressiva dissoluzione delle forme utilizzando una tecnica mista di vernici metalliche, inchiostri, chine e acrilici.

Scultore e pittore, Giorgio Micheli mira all’evidenza plastica delle forme, senza venir meno all’esigenza del simbolo. Si avvertono gli echi dell’indirizzo liricamente astratto dell’Accademia veneta, nei volumi espansi dalle superfici liscie e insieme morbide, nella essenzializzazione delle linee, negli equilibri non geometrici ma vitalizzati da riferimenti al pulsare organico degli elementi, eppure Micheli non cede al puro estetizzare. Micheli porta in embrione una singolarità di linguaggio destinata a sviluppi non certamente banali.

Le due parole che scatenano il magico mondo del maestro Pier Luigi Galli sono: natura viva. L’artista cortonese contrappone al concetto di “natura morta” una nuova visione dell’arte legata alla vita. Gli “oggetti” diventano così esseri viventi. Si tratta di soggetti raffiguranti di norma due innamorati,che compiono un movimento arcuato tale da risultare vicini, uniti da un dolce affetto. Altro tassello di questo iter artistico al quale il pittore è arrivato col tempo è quello rappresentato dalle “Crisalidi” una serie di dipinti in cui l’autore immagina le sue creature, che già abbiamo viste protagoniste nella fase embrionale, dipingendole di solito all’interno di un bulbo pulsante, con sfondi suggestivi composti di diverse tinte cromatiche. Un vero e proprio percorso quello del Maestro che nel corso della sua lunga carriera è riuscito a mantenere un proprio segno originale e distinguibile. (Critica estratta da un articolo del giornalista Stefano Duranti Poccetti).

Alessandro Gavilli è un pittore cortonese in attività da oltre venti anni, ma con una passione per la pittura che non lo ha mai abbandonato, un artista che ormai ha trovato la sua via, il suo tratto caratterizzante, che ha proseguito nella scelta, originale e coraggiosa, di creare opere quasi esclusivamente monocromatiche. Se per la maggior parte dei pittori il disegno è il punto di partenza, per lui è anche quello di arrivo, perché attraverso il bianco, il nero e qualche tocco sapiente di colore, riesce a evocare nell’osservatore una visione della realtà legata a una prodigiosa sintesi tra visibile e invisibile, tra vita e sogno, tra mito e realtà. Il suo strumento è il lapis, l’oggetto dell’ispirazione la figura umana, più spesso personaggi storici o mitici che l’artista rende con tecnica puntigliosa e meditata, quasi una sfida al foglio bianco.

L’arte dell’artista romano Stefano Guadagnoli è spontanea e genuina, segue propri ideali estetici senza nulla concedere al superfluo o all’artificioso. I colori freddi dell’azzurro cielo disegnano una scenografia perfetta dove i suoi personaggi, i suoi paesaggi sembrano sospesi in una surreale espressione poetica. I suoi colori esprimono tutto l’amore per ciò che egli rappresenta e lo comunicano al fruitore parlando direttamente al suo cuore. I suoi personaggi sereni e luminosi diventano luoghi dell’anima, del ricordo spontaneo di ognuno di noi. Raccontano, grazie a giochi prospettici, uno spazio quasi irreale, dove le piazze diventano deserte e dove la passione dell’artista per il teatro le fanno sembrare delle vere e proprie scenografie dove lo spettatore diventa protagonista della scena.

La mostra sarà visitabile fino al 2 febbraio nella Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.

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