Artisti a confronto all’Arttime

17 Febbraio 2018

UDINE. La Galleria Arttime di Udine presenta una mostra collettiva d’arte contemporanea dal titolo “Artisti a confronto” che avrà luogo dal 17 febbraio al 1° marzo. Partecipano i seguenti artisti: Claudio Barbugli, Rita Bertani, Ivan Iliev, Giuseppe Fochesato, Ernest A. Kienzl, Chiara Cinquemani, Roswitha Eisenbock, Roberto Cesareo.

In Claudio Barbugli il colore è assoluto protagonista, in stesure dinamiche, istintuali, che esaltano vibrazioni di luce per immagini nelle quali la materia prevarica sulla forma. Eppure il suo modus operandi non può dirsi informale giacché non rinuncia ad eleggere la natura quale suo referente privilegiato; ce ne restituisce la suggestione, mai il ritratto o la descrizione, così nel marcare linee d’orizzonte tra cieli infuocati e mari inquieti. La sua pittoricità procede libera da remore e lacci stilistici stabilendo un intrigante equilibrio tra impulso emozionale e sintesi espressiva. Alcune sue opere, ad esempio, ci invitano a percepire uno spazio fisico, non solo mentale, grazie alla forza evocativa che l’autore attribuisce al ritmico frasario tra bagliori accesi e ombre profonde. Si può affermare che Barbugli lasci trasparire una concezione fenomenica della natura e se ne faccia interprete attraverso un linguaggio pittorico che nel minimo figurale cerca la pienezza narrativa.

Rita Bertani, emiliana d’orgine, si trasferisce nel 1970 a Roma. Autodidatta, diventa per alcuni anni allieva del maestro astrattista Masciangioli; questo incontro è stato per lei determinante per l’acquisizione della tecnica che la porterà al raggiungimento di una grande armonia coloristica pur rimanendo in un contesto di astrazione onirica. Nelle sue opere non ci sono protagonisti ma è l’opera nel suo insieme che riveste la maggiore importanza. L’intrecciarsi di vari piani cromatici in rapida successione annulla i contrasti netti e traduce sulla tela gli effetti istantanei e mutevoli della percezione visiva. Rita Bertani racconta col pennello e il linguaggio dell’espressionismo astratto emozioni e sensazioni del suo vissuto quotidiano senza mai scomporre del tutto i soggetti, anzi, avvolgendoli in colorazioni omogenee che creano l’atmosfera totalizzante del racconto pittorico.

Tre sono i capisaldi del lavoro artistico di Ivan Iliev: l’attenzione per i dettagli, l’amore per la natura e la grande passione per la pittura del tardo Rinascimento e Barocco. I motivi che seleziona Iliev vengono da lui interpretati accuratamente con meticolosa precisione e visualizzati. Gli studi di grafica ed illustrazione e la lunga esperienza dell’artista in questo campo hanno allenato l’occhio per i dettagli e può quindi dedicarsi ai suoi motivi preferiti in pittura con facilità e umorismo. L’amore per la natura porta il pittore ad affrontare il tema del paesaggio e della sua rigogliosa vegetazione. La predilezione dell’artista per la pittura degli antichi maestri si manifesta nella sua tecnica e nell’attenzione particolare alla cura del dettaglio; i richiami agli antichi maestri come Arcimboldo o la scuola olandese della natura morta sono evidentissimi.

Giuseppe Fochesato vive e lavora a Schio (VI). Dopo aver ottenuto un diploma tecnico, consegue anche la Maturità artistica. Dipinge dal vero sulla traccia di ricordi anche lontani del suo vissuto. Le sue tecniche prendono corpo attraverso segni e forme corrispondenti al suo mondo emozionale. Due sono gli elementi presenti nella sua pittura: metafora e metamorfosi. Metafore simboliche sono: l’ombra, la maternità, la farfalla e la porta di luce; metamorfosi è tutto ciò che dà senso e giustifica l’opera, cioè il messaggio che vuole veicolare l’autore, inoltre è anche tutto ciò che sulla tela si trasforma, i colori con la luce, il segno con l’energia, la realtà col sogno. Il taglio compositivo delle opere di Fochesato è sempre molto calibrato nei rapporti spaziali e nei valori tonali e timbrici. Con visioni di frammenti inseriti in uno sfondo di luce sfocata, tutto confluisce in immagini di attonita meraviglia e profonda concettualità, in particolare certe sfocature di luce e sovrapposizioni che diventano autentici strumenti di espressività.

In questi ultimi lavori Ernest A. Kienzl esplora i contrasti tra la figura e la materia dell’immagine sulla base di strutture astratte create dalla natura o dagli umani. Nella serie da lui denominata “le crepe”, le fessure di queste opere presentate sono causate dalle fenditure causate dagli sbalzi termici nell’asfalto, come spesso si possono trovare lungo strade remote, quindi si tratta di lavori sperimentali interamente basati su strutture naturali. Questi sono fotografati, proiettati sullo schermo e riportati a mano. Quindi in una fase successiva viene applicato il colore contrastante. In queste opere studia da un lato il contrasto tra una grande area e la parte lineare, dall’altro il gioco complementare in relazione al contrasto chiaro-scuro. Per almeno 15 anni l’artista austriaco Ernest A. Kienzl si è dedicato al caleidoscopico fenomeno del segno come elemento fondamentale della comunicazione. Le origini dell’arte di Kienzl vanno indubbiamente ricercate nell’arte concettuale, in cui l’idea creativa non deve necessariamente essere realizzata dall’artista, ma emerge comunque in primo piano. L’interesse dell’artista è rivolto alla percezione umana, ad ogni cosa con cui entriamo in contatto giorno dopo giorno, a far emergere come gli individui elaborano le informazioni e le loro impressioni.

Chiara Cinquemani nasce a Cuneo nel 1986 e da autodidatta partendo dal disegno in bianco e nero, volto ad illustrare ed accompagnare le sue poesie e i suoi racconti, giunge al colore e alla materia in un secondo momento, attraverso il tentativo di esprimere le sensazioni suscitate dal suono-frequenza o dall’ascolto di brani musicali, in particolare, jazz e classici, e dalle suggestioni filosofiche più care. Il connubio arte e musica si è espresso in occasione di alcune delle sue esposizioni, durante le quali l’artista ha proposto al pubblico l’ascolto dei pezzi che hanno ispirato i lavori presenti. Questa esperienza la porta a collaborare con alcuni gruppi musicali per la realizzazione di copertine, maschere di scena e locandine di eventi. La sua ricerca, successivamente, si è rivolta più libera verso l’interiorità, verso gli istinti, il sentimento primitivo, puro, spogliato il più possibile dal condizionamento della “bella” forma, che lascia spazio al gesto, alla traccia lasciata su materiali poveri, volutamente grezzi. Gran parte della forza espressiva è affidata al segno, il colore diviene supporto, accompagnamento, mentre prende sempre più rilievo il gioco di luci ed ombre creato dalle combustioni di diversi materiali sulla tela.

Roswitha Eisenbock si è cimentata sin dall’infanzia con matita e inchiostro, manifestando una preferenza particolare per disegni di animali e ritratti. Questi mezzi creativi hanno un posto preminente nelle sue opere fino ad oggi e vengono utilizzati, tra le altre cose, combinati con acrilico, tempera, acquerello, colori ad olio, pastelli e pastelli ad olio. Allo stesso modo, è rimasto inalterato l’amore per i soggetti figurativi, che l’artista combina con nuove tecniche sperimentali. Nel 2011 Roswitha Eisenbock ha fondato l’Accademia di Pittura della Bassa Austria a Stockerau dove organizza corsi specializzati per principianti ed artisti già formati con un’attenzione particolare per le tecniche più innovative. Grazie alla neo fondata (gennaio 2018) “Associazione delle Artiste austriache” Roswitha Eisenbock organizza mostre nazionali ed internazionali per permettere a molte artiste di presentare meglio e più facilmente le loro opere a un vasto pubblico. Per l’artista: «L’arte è il modo più meraviglioso per creare qualcosa di nuovo».

Roberto Cesareo vive e lavora a Ragusa, è maestro d’arte in ceramica ed ex insegnante di educazione artistica. Il poliedrico itinerario artistico di Roberto Cesareo si manifesta attraverso una pluralità di linguaggi di straordinaria potenza comunicativa. Alla molteplicità delle tecniche espressive (dalla pittura alla scultura, al modellato in terracotta e ceramica) corrisponde una profonda unicità d’ispirazione: il dialettico rapporto uomo/natura. Colpisce la sua capacità di usare la linea, il colore e la luce per trasformare la creatività soggettiva delle opere nella sua visione oggettiva di forme e cromie dense di significato. Le sue tematiche più ricorrenti sono l’albero-persona, le forme mutevoli delle nuvole che disegnano trasparenti presenze e i paesaggi marini che spigionano inedite energie emozionali.

La mostra sarà visitabile dal 17 febbraio al 1° marzo 2018 alla Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00. Ingresso libero.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!