Arte robotica. Le creazioni di Stelarc al Magazzino 27 (Ts)

28 Agosto 2020

Exoskeleton

TRIESTE. Si inaugura il 29 agosto, nel cuore del Science in the City Festival, al Magazzino 27 di Porto Vecchio a Trieste, la personale di Stelarc, storico rappresentante dell’arte robotica in chiave meccatronica. Sarà il noto performance artist e docente cipriota il protagonista assoluto della seconda e ultima esposizione proposta dal Gruppo 78 nell’ambito della seconda edizione di Robotics, festival di arte, robotica e altre tecnologie. “Alla mostra, inizialmente prevista all’interno del Magazzino 26, è stato infine destinato lo spazio del Magazzino 27, un enorme, dispersivo, anonimo hangar industriale, ossia un non-luogo – spiega la curatrice della mostra, Maria Campitelli – . Perciò abbiamo optato per una mostra personale del grande Stelarc, rappresentante storico delle sperimentazioni artistiche sul corpo umano in chiave meccatronica e cyborg”. La mostra si sottotitola “Uno sguardo sul percorso storico di un protagonista mondiale dell’Arte Robotica”.

Stelarc sarà presente con una ricostruzione della grande macchina robotica Exoskeleton, creata per il corpo umano, utilizzata nell’omonima performance che risale al 1999 e poi ripresentata in successive occasioni. E’ una macchina locomotrice a sei gambe che, collegata con le braccia dell’artista, si muove in tutte le direzioni a seconda della gestualità del performer, producendo diverse coreografie e sonorizzazioni. E’ un’opera che ribadisce in maniera emblematica l’obiettivo dell’artista, cioè l’aumento delle potenzialità fisiche del corpo umano con l’intervento della macchina, stabilendo con essa una straordinaria interazione.

EXOSKELETON IN AZIONE

Accanto all’Exoskeleton ci saranno delle maxi video-proiezioni di alcune delle sue performance più significative, a completare visivamente il quadro della sua ricerca sull’adattamento del corpo umano in relazione alla macchina e ai tempi che cambiano, soprattutto nella prospettiva di nuovi scenari ambientali e interplanetari, per i quali il nostro corpo è obsoleto. E cioè “Ear on Arm Surgery”, ovvero l’innesto chirurgico di un terzo orecchio nel braccio, per poter autonomamente udire altre cose rispetto a quelle percepite dalle normali orecchie di cui siamo dotati, preceduto da “Ear on Arm Suspension”. Con questo video Stelarc, sospeso in aria con degli uncini infilzati nella pelle sopra una scultura gigantesca di un braccio con orecchio innestato, riprende una precedente strategia performativa, praticata negli anni ’70, quando esplodeva la body-art. Curiosa l’opinione dell’artista: “Le sospensioni sono esperimenti di sensazioni corporee, non sono azioni di interpretazione, e non generano alcun significato. Piuttosto sono luoghi di indifferenza, e stati di cancellazione. Il corpo è vuoto, assente alla propria capacità di agire, obsoleto”. E’ proprio a questa obsolescenza che Stelarc intende reagire, ampliando il campo, creando nuovi e insperati rapporti con la macchina.

Stelarc con il braccio robotico

“Third Hand”, e successivamente “Extended Arm”, estendono il corpo umano con acciaio inossidabile, alluminio, acrilico e pneumatici, dotandolo di un’ulteriore mano con funzioni aggiuntive, come la rotazione del polso o la rotazione del pollice, ribaltando il concetto di protesi, che di norma sostituisce una parte del nostro corpo usurata o malata, mentre qui assume il significato di crescita, aggiunta, modificazione. “Propel”, “ReWired/Remixed, “StickMan” e “Reclining StickMan” stabiliscono, in una fantasmagoria illimitata nell’approccio tra un’ardita ingegneria meccatronica e il corpo umano, una rinnovata e spettacolare mobilità, un potenziamento che diviene, nello spazio, grandioso disegno estetico. Senza tralasciare un continua sperimentazione di nuove possibilità, frammentando la struttura fisica corporale, de-sincronizzando le capacità sensoriali individuali per sovrapporne ed accoglierne altre, per cui in Rewired /Remixed succede che l’artista vede un paesaggio con gli occhi di un altro, mentre con gli auricolari percepisce suoni che provengono da un altro paese.

La mostra di Stelarc (http://stelarc.org/?catID=20290) sarà arricchita da un ciclo di webinar con protagonisti illustri. Come Derrick de Kerckhove, sociologo del mondo digitale, Rosario Sorbello, docente di robotica all’Università di Palermo, che racconterà dei più avanzati traguardi del robot androide; Barbara Mazzolai, direttrice dell’Istituto Nazionale di Tecnologia e autrice del best-seller “La natura geniale”, dove si scopre che natura e tecnologia coesistono. L’opera di Mazzolai costituisce in qualche modo il contrappunto teorico della ricerca artistica dell’americano Ken Rinaldo, anche lui tra i partecipanti ai webinar insieme a Denis “Jaromil” Rojo, il re della blockchain technology, e a Stelarc stesso, che illustrerà il percorso della sua ricerca estrema e il pensiero filosofico che la sostiene.

Re-Wired Re-Mixed

La mostra, come quella al Museo Carà di Muggia, sarà dotata di un supporto documentativo d’eccezione: non già un catalogo cartaceo, ma, adeguandosi all’impronta innovativa del Festival, un video-catalogo che contiene tutti i prodotti “mobili”, reso possibile per l’interessamento e l’impegno dell’artista Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz, in contatto con un’azienda cinese.

L’esposizione sarà visitabile, a ingresso gratuito e nel rispetto delle regole anti Covid-19, fino al 6 settembre (da domenica 30 agosto a mercoledì 2 settembre con orario 10-20 e da giovedì 3 settembre a domenica 6 settembre con orario 8.30–20. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti su https://g78robotics.it/.

Ricordiamo che è aperta inoltre a Muggia, al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà, la mostra “Artistic-Technological Investigations”, che ha come protagonisti un nucleo di artisti italiani e stranieri che si cimentano con pressanti tematiche d’attualità declinate secondo svariati approcci tecnologici. Tra loro spicca lo statunitense Ken Rinaldo, con due video documentativi delle sue più recenti investigazioni: Scatter Surge Holobiome e Opera for Dying Insects, quest’ultimo presentato al pubblico in anteprima mondiale. L’artista lavora sulla natura intersecata dalla tecnologia: una delle tendenze attuali nell’ambito robotico-artistico è quella della confluenza di sistemi naturali e di sistemi tecnologici per una reciproca simbiotica evoluzione. Ken Rinaldo ne è uno dei rappresentanti più noti a livello internazionale.

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