Arte Donna all’Arttime

4 Marzo 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine ospita la mostra collettiva dal titolo “ARTE DONNA 2017” dal 4 al 16 marzo 2017. Partecipano alla rassegna: Bra (Fabio Brasiliani), Luciano Cantoni, Renato Scarton, Contesina Spatariu, Nicola De Luca, Federica Marin e Daniela Del Fabro.

Fabio Brasiliani, in arte Bra, nel 1985 inizia la carriera da professionista in pubblicità come illustratore specializzandosi nell’iperrealismo, sviluppando per oltre un decennio centinaia di opere. Nel corso della carriera ha lavorato per molti dei più importanti marchi nazionali ed internazionali. L’amore viscerale per l’illustrazione non l’ha mai abbandonato e la sua innata passione personale per il disegno e la pittura lo hanno portato a realizzare una serie di disegni e dipinti utilizzando le tecniche classiche dalla matita al carboncino al gesso su carta per poi arrivare a dipingere con acrilici su tela e su intonaco. La sua pittura realista si concentra soprattutto a rappresentare la bellezza e la complessità dei visi e dei corpi umani non disdegnando la realizzazione di opere di sapore metafisico dove la denuncia sociale si mescola alla raffinata tecnica rappresentativa.

Luciano Cantoni, nella sua ricerca, predilige la figura ed il volto femminili trattati mediante un segno grafico delicato che pare sfumarsi sulla tela elargendo particolari emozionali. Toccante espressività nelle donne che raffigura, travagliate dalla trama fitta della juta, in un figurativismo che si rifà agli schizzi rinascimentali. La sua è una pittura sensuale, che porta ad un dialogo profondo con chi osserva. I suoi dipinti esprimono energia inesauribile di emozioni, incontri fra colori e sfumature che rendono percettibile il suo fluido creativo. La sua inventiva si libera dai consueti schemi per lasciare spazio alla lodevole interpretazione della figura e l’uso e la scelta dei materiali lo rendono decisamente ed elegantemente contemporaneo.

Il sostantivo che può sintetizzare il percorso artistico di Renato Scarton è contaminazione: infatti nelle sue opere troviamo dei riferimenti, a volte anche abbastanza palesi, alla realtà, ma essa viene trasfigurata attraverso l’uso di materiali diversi, pittorici e non. L’artista inserisce infatti elementi estranei alla pittura tradizionale propriamente detta, oggetti che provengono da altri linguaggi o da altre situazioni, operando così una contaminazione di forme e materiali. Tutto ciò si inserisce in una visione dell’arte che è fatta di assimilazione e rielaborazione personale, di sperimentazione e di ricerca. I dipinti diventano perciò atti comunicativi che racchiudono tutta l’essenza del messaggio nella pregnanza dei materiali, accostati e assemblati con ricercatezza di effetti e di sugestioni, per proporre un nuovo modo di avvicinarsi alla realtà e comprenderla nella sua complessità.

Contesina Spatariu nasce a Bucarest nel 1983. Inizia molto presto a dimostrare un discreto talento artistico che esprime con le tecniche dell’acquerello, del carboncino e della pittura religiosa su vetro. A 12 anni le difficoltà economiche della famiglia la allontanano completamente dall’arte. Nel 2012, dopo una serie di incidenti e un mese di noia in ospedale, riprende a dipingere. Contesina adora ritrarre dei volti con una spiccata personalità che esprimono il suo particolare stato d’animo nel momento in cui immagina il quadro ed inizia a crearlo. La sua tecnica pittorica prevede spesso l’utilizzo di colori vivi e forti che rappresentano idealmente l’energia positiva che viene dall’artista in questo modo trasferita sulle tele. In altre opere colori di tonalità più fredde fanno da sfondo ad immagini più melanconiche. Attraverso un linguaggio che trova le sue radici nella Pop Art, l’artista reinterpreta il ritratto rendendo nuovamente interessante e al contempo moderno il tema della figurazione soprattutto femminile.

Nicola De Luca, artista calabrese di grande raffinatezza figurativa, coltiva con pari impegno le attività di architetto, fotografo, pittore e scultore. Pur avendo un talento eclettico che gli permette di spaziare con gran disinvoltura tra svariate tecniche artistiche, per dare forma al proprio sentire d’artista ha scelto come medium il disegno, perché più consono alle sue capacità espressive e più adatto ai contenuti da trasmettere. In questi ultimi anni De Luca ha indirizzato la sua ricerca artistica sulla figura femminile, puntando la sua attenzione principalmente sul volto. Volti dominati dal pensiero e dall’attesa, stagliati sullo sfondo di un notturno continuo ed immersi in atmosfere di malinconico incanto, che si fissano nel ricordo di chi li osserva come vere e proprie installazioni nella memoria. Volti che si concretizzano tramite una minuziosa esattezza compositiva fondata sulla corporeità dei sensi e l’impenetrabile mistero in cui sembrano perdersi. Nelle opere di De Luca la donna viene presentata come simbolo in sé di grazia e bellezza per essere successivamente indagata nei suoi intimi e sfuggenti meccanismi psicologici, ed infine sublimata ed idealizzata. Lo sbalorditivo e seducente effetto d’insieme, amplificato dalla sapienza tecnica, conduce lo spettatore da una realtà quotidiana ad un regno estetico popolato da muse dove il magico momento della contemplazione viene prolungato nel tempo.

Federica Marin, laureatasi in architettura a Milano, ha acquisito una solida formazione negli studi artistici nella grafica pubblicitaria e nella fotografia ottenendo in questi settori importanti riconoscimenti. Alla ricerca didattica-architettonica ha sviluppato in ambito accademico un percorso artistico personale sulla percezione visiva attraverso l’uso della macchina fotografica. Lo studio della tecnica fotografica iniziato in giovane età, alle scuole superiori, si è sviluppato successivamente con le ricerche e workshop al Politecnico di Milano. Attraverso attente riprese fotografiche e la loro successiva rielaborazione in studio l’artista compie una sorte di trasfigurazione dell’immagine colta dal paesaggio, sia naturale sia antropizzato. Inquadrando scorci, evidenziando particolari, soffermandosi sui dettagli, l’artista trascende il dato narrativo. Gli elementi visivi compongono ritmi autonomi dal reale fino a sfiorare l’astrazione e le fotografie sembrano intrise di morbida sostanza pittorica. Appartata, lontana da ogni volontà di intrusione, l’artista intende cogliere della natura momenti e suggestioni sussurrate dall’immaginario e i colori ci trasportano lontano insieme a forme e segni che si intersecano, arbusti e alberi si cristallizzano in pizzi e in ricami immobili, preziosi, orientali, unici.

Daniela Del Fabro, ex insegnante udinese, appassionata di viaggi e di fotografia. Da ogni suo viaggio riesce a cogliere e portare al pubblico friulano, anche attraverso diverse conferenze, le sue esperienze ed emozioni vissute in terre lontane. Espone all’interno di questa rassegna i volti del mondo femminile della terra madre, l’Africa. Contribuisce così a completare la panoramica espositiva dedicata alla donna.

La mostra sarà visitabile dal 4 al 16 marzo alla Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.

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