Robert Glasper, il pianista che “scardina” la tradizione

11 Aprile 2016

UDINE. Il 13 aprile, al Teatro Palamostre di Udine, va in scena l’ultimo appuntamento di #NoteNuove 9, la rassegna musicale ideata e realizzata da Euritmica, alla continua ricerca delle tendenze e dei nuovi fenomeni musicali. Uno di questi è sicuramente l’artista che si esibirà mercoledì 13 al Palamostre (inizio alle 20:45, biglietti su Vivaticket.it e circuito collegato); si tratta di Robert Glasper, pianista texano, del quale sentiremo molto parlare nei prossimi decenni, un musicista che ha saputo scardinare vincoli e convenzioni musicali, talvolta con irriverenza, riuscendo a diventare, a poco più di trent’anni, uno degli artisti più influenti della scena neo jazz e hip hop mondiale. A Udine porta il suo straordinario progetto “Experiment”, in quartetto, con tre musicisti sensazionali: Benjamin Casey (voce, vocoder, sax ed effetti), Derrick Hodge (basso), Mark Colemburg (batteria).

RGX_1_byJanetteBeckmanLUn giornalista musicale ha scritto che riesce a “mescolare Herbie Hancock con i Radiohead, il jazz con l’hip hop; i suoi fan si chiamano Jay Z e Kanye West, e per cantare con lui c’è una lunga fila di dive, da Norah Jones a Macy Gray passando per Erykah Badu”. Niente di più vero. Il suo è un talento inconfutabile, in grado di uscire dall’alveo del sottobosco jazzistico newyorchese per scalare le classifiche di mezzo mondo con i suoi due album “Black Radio” e “Black Radio 2”, che gli hanno fatto vincere il Grammy Award. Le collaborazioni, in entrambi i dischi, sono davvero eccezionali: da Macy Gray a Norah Jones, da Snoop Dogg a Emeli Sandé, e ancora Faith Evans e Lalah Hataway, tutti riuniti in un amalgama sonoro che fonde R&B, jazz, soul, hip hop… in parti variabili e con risultati a dir poco stupefacenti, ben lungi da ogni logica di mainstream!

Glasper è cresciuto musicalmente ispirandosi a Herbie Hancock e Miles Davis, due sperimentatori, due musicisti che non hanno mai smesso di alzare l’asticella della ricerca di qualche centimetro, non accontentandosi mai. Questo è quello che sta cercando di fare oggi Glasper: spingere il jazz verso nuovi paradigmi ed idiomi. In questa direzione va anche “Everything’s beautiful” il nuovo lavoro di rilettura di Miles Davis, non ancora uscito sul mercato discografico, che il pianista sta realizzando in studio, con la collaborazione di Stevie Wonder e John Scofield (tra gli altri) e del quale circolano su YouTube due singoli: “Ghetto walkin’”, featuring Bilal, una liberissima reinterpretazione della sinuosa e funkeggiante “The Ghetto walk” e “Violets”, una contemporanea versione della struggente “Blue in the green”, dall’album-capolavoro davisiano “Kind of Blu”.

Informazioni e prenotazioni biglietti: www.euritmica.it info@euritmica.it o +39 04321744261.

La foto è di Janette Beckman.

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