Arpa recital di Irene Pauletto chiude il Concerti del Tartini

16 Dicembre 2019

Irene Pauletto

TRIESTE. Il suono dell’arpa come una voce, per tradurre immagini in musica ed evocare l’emozione degli sguardi e dell’ascolto attraverso lievi carezze sulle corde di uno strumento: questo il suggestivo filo rosso del concerto che, mercoledì 18 dicembre, dalle 20.30 nella Sala Tartini di Trieste (via Ghega 12), è chiamato a siglare il gran finale della Stagione 2019 del Conservatorio Tartini. Appuntamento con l’arpa recital della talentuosa giovane arpista Irene Pauletto, che guiderà il pubblico attraverso pagine musicali di Glinka, Hindemith, Spohr, Bochsa, Chertok, Godefroid. Come sempre ingresso aperto liberamente, su prenotazione: info +39 040 6724911 www.conts.it

Il primo brano, di Glinka, si ispira al cinguettio dell’allodola: inizia sottovoce, si diffonde e sviluppa nel corso della composizione per ridivenire un sussurro e perdersi. Un secolo dopo, nel 1939, Paul Hindemith compose la Sonata per arpa dedicandola alla musicista Clelia Gatti Aldrovandi. Il primo movimento, un allegro, sembra imitare il suono d’organo in una chiesa, il secondo rappresenta giochi di bimbi e il terzo, un Lied, trasmuta in musica un drammatico testo poetico di Ludwih Hölty. Le Variazioni del violinista e compositore Louis Spohr elaborano un’aria di Étienne Méhul rileggendo la delusione dei primi amori e la nostalgia della fanciullezza.

Tratto invece dall’opera Il Barbiere di Siviglia di Rossini è il Rondò scritto da Bochsa, nel quale l’arpa ricrea lo spirito e l’atmosfera della scena operistica. Con la Suite dell’arpista statunitense Pearl Chertok ecco quattro momenti di una particolare giornata: una passeggiata lungo le vetrine, il tempo serale trascorso davanti allo specchio per prepararsi, la festa notturna e il mattino seguente. Il programma si chiude con un’altra danza, quella delle Silfidi: la loro leggerezza evanescente viene rappresentata nell’arpa da note veloci e acute e da quei virtuosismi che valsero al compositore e arpista belga Félix Godefroid la fama di “Paganini dell’arpa”.

Irene Pauletto, classe 1999, ha iniziato lo studio dell’arpa a sette anni con Nicoletta Sanzin presso la scuola di musica della Fondazione musicale Santa Cecilia di Portogruaro, dove si è diplomata nel 2017 con 10 e lode e menzione speciale. Si è inoltre perfezionata con Mario Falcao, Patrizia Tassini e Milena Stanisic, ed è attualmente iscritta al Triennio superiore del Conservatorio di Trieste. Ha ottenuto primi premi in concorsi nazionali e internazionali. Ha vinto le borse di studio Rotary per alunni meritevoli della Fondazione Musicale Santa Cecilia, Soroptimist, Friuladria Miglior Talento Musicale del Territorio (2015), Lions (2017). Nel 2014 ha partecipato al Tim/Torneo Internazionale di Musica tenutosi a Parigi, ricevendo il diploma d’onore ed esibendosi poi nel 2017 a Hong Kong per il Focus on Youth nell’ambito del 13° Congresso mondiale dell’arpa. Si esibisce in duo e trio d’arpe, in duo con flauto ed in formazioni orchestrali nell’ambito delle attività della Fondazione musicale S. Cecilia, con l’orchestra In Musica Gaudium, l’Orchestra Giovani Musicisti Veneti e l’ensemble Metamorfozis.

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