Antonio Ligabue arte/follia: le porta in teatro Mario Perrotta

31 Ottobre 2017

MONFALCONE. Venerdì 3 novembre alle 20.45, nell’ambito della stagione di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone, si apre “AltroTeatro”, la rassegna volta a esplorare i diversi linguaggi scenici (teatro di narrazione, d’inchiesta, comico, di figura, danza contemporanea), che dedica spazio anche alle realtà teatrali giovani ed emergenti. A inaugurare “AltroTeatro” è lo spettacolo Un bès – Antonio Ligabue, prima parte di una pluripremiata trilogia (Premio Ubu come Migliore attore e Migliore progetto, Premio Hystrio come Migliore spettacolo, Premio ANCT al Progetto), che Mario Perrotta, vero e proprio campione del teatro di narrazione, ha dedicato al pittore Antonio Ligabue. Prodotto dal Teatro dell’Argine, Un bès è scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta; la collaborazione alla regia è di Paola Roscioli e quella alla ricerca è di Riccardo Paterlini.

Nel monologo Un bès, storia di marginalità, arte e follia, Perrotta indaga il Ligabue uomo, il suo stare al margine, condizione disumana ma anche angolo privilegiato di osservazione. Inventandosi una straordinaria maschera verbale emiliana, evoca lo stato di straziante solitudine che segna Ligabue, la sofferenza per la mancanza d’amore, il delirio ossessivo. Scrive Perrotta: “[…] questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine, oltre il confine, là dove un bacio è un sogno, un implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l’uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo, intanto, lo elemosinava”.

Il “Progetto Ligabue” di Mario Perrotta si sviluppa in tre spettacoli e ruota intorno alla figura dell’artista e al suo rapporto con i luoghi che ne segnarono l’esistenza: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai diciotto anni, il territorio di Gualtieri, sulle rive del Po, e le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture: un paesaggio in cui poteva “separarsi” dal mondo civile, per ricongiungersi con il suo mondo interiore e con una natura che offriva violenza sufficiente al suo immaginario pittorico. Dopo averla esplorata a fondo nel progetto sull’emigrazione italiana (Italiani cincali! e La turnata), Perrotta rimette al centro della sua ricerca teatrale la marginalità e, al fianco di questa, la follia creativa che cambia le prospettive delle cose e dei luoghi. Indagare Ligabue significa indagare il rapporto di una comunità con lo “scemo del paese”, ma anche accettare lo spostamento che provoca una nuova visione delle cose, una visione “folle”, che mette a rischio gli equilibri di chi osserva.

Allo spettacolo Un bès hanno fatto seguito Pitùr, che ha visto in scena otto interpreti fra attori e danzatori: voce, suono e fatica fisica per restituire il mondo interiore di Ligabue e le sue ossessioni, trasformando in corpi danzanti e parlanti gli animali, i volti e i paesaggi delle sue opere; e Bassa continua – Toni sul Po, grande evento performativo articolato in tre percorsi (Manicomio, Città e Fiume), che ha visto coinvolte centocinquanta persone fra attori, musicisti, danzatori, videomaker e artisti figurativi, nonché gli spazi delle sponde del Po e della Bassa emiliana.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, nell’ambito di “Dietro le quinte” (presentazioni a corredo dei cartelloni di musica e prosa), avrà luogo una breve presentazione dello spettacolo. Biglietti: al Teatro (0481 494 664), Biblioteca Comunale di Monfalcone, ERT di Udine, prevendite Vivaticket e su www.vivaticket.it; la Biglietteria del Teatro accetta prenotazioni telefoniche.

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