Anche Simone Cristicchi al Festival di Musica Sacra

13 Luglio 2020

Simone Cristicchi e Otac Benedikt

PORDENONE. Con un debutto di altissima suggestione – la prima assoluta dello spettacolo “Come gigli nel campo. Storie ordinarie di miracoli”, venerdì 13 novembre nel Duomo San Marco di Pordenone, protagonisti Simone Cristicchi e il monaco serbo-ortodosso Otac Benedikt – e con un nuovo filo rosso triennale dedicato a “Trinitas. Trinità dell’umano”, riparte il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, che festeggia il traguardo della sua 29^ edizione.

Promosso da Pec-Presenza e Cultura con il Cicp–Centro Iniziative Culturali Pordenone, è in programma da agosto a dicembre 2020 in molte sedi del Friuli Venezia Giulia. L’edizione 2020 del Festival, come sempre curata dai direttori artistici Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, inaugura un percorso musicale, artistico e culturale, che scandirà la programmazione 2020–2022 e prenderà avvio, quest’anno, con un’appassionata esplorazione del “Pater”. Sarà un’edizione costellata da prestigiose produzioni musicali, come l’intenso concerto di narrazione a due voci con il cantautore e compositore Simone Cristicchi (voce e chitarra) e Otac Benedikt (monaco benedettino del monastero ortodosso Dečani in Kosovo, la più grande chiesa medievale dei Balcani con il più grande affresco bizantino conservato fino a noi); e come l’evento inaugurale, affidato alla Schola Cantorum del Pontificio Istituto di Musica Sacra, e il viaggio nella scrittura musicale rinascimentale proposto dall’Odhecaton Ensemble.

Il Festival includerà anche un ricchissimo programma di eventi collaterali ad integrazione dell’approfondimento dedicato al “Pater”: le grandi mostre d’arte in varie sedi della provincia di Pordenone fra le quali spicca l’omaggio al fotografo Danilo De Marco, il cartellone di sette concerti di grande respiro internazionale, in programma tra ottobre e dicembre, anticipati già nel periodo estivo, una masterclass di organo, un articolato palinsesto di incontri e convegni legati al tema del “Patriarcato aquileiese”.

Karl Prassl

A sostegno del Festival un ampio team di istituzioni: capofila l’Assessorato alla Cultura della Regione e inoltre PromoturismoFvg, Fondazione Friuli, Bcc Pordenonese e Monsile con il supporto della Diocesi Concordia Pordenone. Di particolare soddisfazione la concessione dell’Art Bonus, il riconoscimento istituito dalla Regione Fvg per incentivare le erogazioni liberali delle imprese verso le realtà culturali del territorio, attraverso la concessione di contributi regionali in forma di credito d’imposta (40%) a favore dei soggetti che finanziano progetti di promozione e organizzazione di attività culturali e di valorizzazione del patrimonio culturale. In questa prospettiva, il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone potrà beneficiare di un abbinamento con Dform Theke, l’azienda di Pasiano che si occupa della produzione di allestimenti per musei, mostre, percorsi e spazi espositivi.

Il programma del Festival è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dai direttori artistici Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, con i promotori don Luciano Padovese (presidente Pec) e Maria Francesca Vassallo (presidente Cicp), l’Assessore alla Cultura della Regione Tiziana Gibelli e l’Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Pietro Tropeano. Ma in video sono intervenuti anche il compositore e cantante Simone Cristicchi e Francesco Maria Perrotta presidente di ItaliaFestival, circuito nazionale che include il Festival internazionale di Musica Sacra di Pordenone, che nel suo direttivo ha inserito il Maestro Franco Calabretto.

Odhecaton (Foto Fabio Flandrini)

«Sarà un Festival di fiducia per una ripresa completa di tutta la realtà, anche culturale, gravemente ferita dallo tsunami mondiale della pandemia. L’ispirazione di tutto il programma triennale del Festival si richiama al concetto di trinità, sacro pur nella sua radice umanissima di Padre, Madre e Figlio. Un riferimento senza dubbio alla Bibbia ebraico-cristiana, in cui il Padre è l’iniziatore di ogni cosa; ma anche richiamo alle altre religioni» ha spiegato Luciano Padovese. «Due grandi novità caratterizzano questa 29^ edizione – ha sottolineato Maria Francesca Vassallo –: da un lato l’ingresso del Festival fra i progetti triennali sostenuti dalla regione Fvg; dall’altro l’adesione ad ItaliaFestival, rete nazionale che include i maggiori festival nazionali di musica e spettacolo, sotto gli auspici dell’Agis. Due riconoscimenti che sostengono la ripresa e la partenza di questa edizione che ha cercato la forza per ripartire “a qualunque costo”, così come l’intero sistema dello spettacolo dal vivo. Nonostante le grandi difficoltà siano ogni giorno sotto gli occhi di tutti».

Saranno sette i concerti in programma tra ottobre e dicembre. Il cartellone musicale prenderà avvio lunedì 26 ottobre, sempre alle 20.45, con l’inaugurazione affidata al Canto gregoriano, fonte da cui nasce e si sviluppa tutta la tradizione sacra occidentale, con protagonista la Schola Cantorum del Pontificio Istituto di Musica Sacra diretta da Karl Prassl. Densissimo il cartellone di eventi collaterali, che prevede tre mostre d’arte tra cui la personale “Negli occhi dei ribelli” del fotografo friulano Danilo De Marco in mostra dal 12 settembre al 25 ottobre nella chiesa San Lorenzo di San Vito al Tagliamento. Tra le mostre, anche le personali dello scultore e incisore Paolo Figar (a settembre a Cordenons) e le pitture di Paolo Del Giudice a ottobre nell’abbazia di Sesto al Reghena. E molto altro ancora…

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