Alle origini dei “beni comuni” Conferenza a Ravascletto

22 Agosto 2016

RAVASCLETTO. Mercoledì 24 agosto, l’ultimo appuntamento dell’“Agosto archeologico” – promosso dalla Sezione carnica della Società friulana di archeologia, con il sostegno della Pro loco della Valcalda – sarà dedicato a “Cente e Cortine in zona montana”. La conferenza avrà inizio alle 18, nella vecchia Scuola elementare di Ravascletto. L’archeologa Tiziana Cividini e l’architetto Fabio Piuzzi, introdotti da Gloria Vannacci Lunazzi, illustreranno la loro ricerca sulle strutture difensive, di tipo collettivo, denominate “Cente” o “Cortine”.

Diffuse in ogni angolo della nostra regione, non hanno avuto soltanto funzione di rifugio, ma anche di deposito dei beni delle Comunità rurali. Anche per questa ragione e per il fatto che spesso risultano all’origine degli stessi paesi, Cividini e Piuzzi sostengono che le “Cente” e le “Cortine” «sono un ingente patrimonio di valenza storica, archeologica e architettonica». Tali depositi delle risorse comunitarie – secondo gli studiosi – proprio in quanto testimonianza della «unità morale e sociale delle antiche popolazioni contadine» richiedono, oltre che un «capillare censimento» mediante l’approfondimento delle ricerche archivistiche e archeologiche, anche una concreta rivalutazione e protezione.

L’appello a una specifica valorizzazione è condiviso dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva che, in occasione del processo partecipativo promosso dalla Regione in vista della stesura del Piano paesaggistico regionale, ha invitato a ricomprendere fra i beni meritevoli di un’attenta protezione tutti gli edifici pubblici che svolgono o hanno svolto funzioni civiche, connesse alla vita sociale ed economica delle originarie Comunità di villaggio (come Case della Vicinia, Latterie, Malghe, Forni, Fucine, Abbeveratoi, Fontane…), le località accertate come luogo tradizionale di riunione della “Vicinia”, con gli annessi “Alberi della Comunità”, e pure “Boschi Banditi” e “Vizze”, strade vicinali e località che testimoniano antichi usi collettivi (“Vicinia”, “Visinance”, “Armentaressa”, “Centa”, “Comugne/Comugnis/Comunâi”, “Parti”, “Pasc”, “Selva”, “Sorti”…) nonché gli antichi sistemi di confinazione delle proprietà collettive.

A riprova della rilevanza del fenomeno e dell’interesse dell’appuntamento del 24 agosto per quanto riguarda la Carnia, gli organizzatori invitano a considerare la diffusione del toponimo “Centa” – presente, ad esempio, ad Amaro, Arta Terme, Cercivento, Paluzza e Rivo, nonché a Tolmezzo – e a ricordare che esso è pure all’origine di cognomi diffusissimi come Di Centa, Centis ecc.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!