Zio Vanja in friulano

15 Maggio 2013

OSOPPO. Anà-Thema Teatro debutta, in anteprima nazionale, con la sua nuova produzione, per la prima volta in lingua friulana: Barbe Vanja. Venerdì 17 maggio alle 20.30 al Teatro della Corte di Osoppo sarà presentato lo spettacolo del grande autore russo Anton Cechov, tradotto in friulano da Nazzi Matalon e portato in scena con la regia di Luca Ferri. Lo spettacolo rientra in un progetto di sinergia culturale tra Anà-Thema, le realtà del territorio che lavorano in lingua friulana e le compagnie amatoriali, iniziato con l’esperimento di Titanic nell’inverno passato e che prosegue nella produzione di nuovi spettacoli. Dopo diverse collaborazioni e piccoli esperimenti in lingua friulana, la compagnia sceglie questo importante spettacolo per chiudere la programmazione al Teatro della Corte, inaugurato a febbraio 2013 e che ha vissuto una felicissima prima stagione con grande affluenza di pubblico.

Sono stati selezionati attori provenienti dalle compagnie dell’ Associazione Teatrale Friulana, che produce lo spettacolo insieme ad Anà-Thema; in scena gli attori Danilo D’olivo, Raffaella Giampaoli, Antonella Mizzaro, Tiziana Guidetti, Vanni Pauluzzo, Adriano Sabotto.

“Amo profondamente Cechov e le sue opere – spiega il regista Luca Ferri -. Fin dalla prima lettura di questa traduzione in friulano, ho percepito la meravigliosa aderenza della lingua a questo testo ma soprattutto alla storia ed ai personaggi. Il tempo e le parole della traduzione sembrano nate in originale per raccontare la commedia amara della vita e del passare del tempo”. Difficile, anzi inutile, cercare di incasellare la pièce secondo i canoni classici di tragedia, commedia e farsa. Lo stesso Cechov sottotitolò l’opera con l’annotazione neutra “scene di vita di campagna”, interessato maggiormente allo studio (e poi alla resa scenica) della vita realmente vissuta. E Zio Vanja, proprio come la vita vera di ciascuno di noi, è un miscuglio di tragedia, commedia e farsa. Cechov riesce a fare una riflessione profonda sulla società del suo tempo, votata al fallimento perché incapace di dare speranza nel futuro, mette in risalto la lotta di una generazione che cerca disperatamente di crearsi il proprio avvenire. È la Russia di Cechov ma è anche il nostro presente, dove le nuove generazioni pagano i conti di quelle che le hanno precedute. Zio Vanja vive di un mondo di piccole azioni, frasi non dette, allusioni a significati profondi che non arrivano mai a manifestarsi, esistenze apparentemente piccole che riescono a esprimere l’universalità della condizione umana. Si devono analizzare i personaggi e la situazione con lo stesso sguardo clinico usato da Cechov, come al microscopio; eliminando qualsiasi distanza con l’azione scenica così che lo spettatore possa trasformarsi in quell’umanità futura immaginata dai protagonisti di Zio Vanja, ricordando che Cechov era interessato più alla vita che non alla tragedia.

Biglietto € 10 – ridotto € 9 – Ѐ consigliata la prenotazione – INFO E PRENOTAZIONI: 345.3146797 – 0432.1740499 www.anathemateatro.com

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