Usiamo 600 metafore al giorno: come funziona?

20 Ottobre 2015

Valentina Bambini rPORDENONE. Sedicimila parole e circa 600 metafore al giorno, 1,8 metafore al minuto e 4 congelate o risapute. Il tutto per un vertiginoso rapporto di una metafora ogni 25 parole. Tutti noi siamo inconsapevoli ma frenetici erogatori di parole e soprattutto metafore, gli strumenti linguistici di cui l’uomo si serve per comunicare conoscenze ed esperienze, e che spiccano per bellezza e frequenza d’uso. Strumento di poeti ma non solo, le metafore permeano la comunicazione quotidiana: studi recenti hanno rivelato che il cervello umano dispone di un complesso sistema di attivazioni cerebrali in grado di comprendere le espressioni figurate. Di “Metafore nel cervello: dalla poesia alle neuroscienze” parlerà la studiosa ed esperta di neurolinguistica Valentina Bambini, ricercatrice al Centro Iuss di Pavia, giovedì 22 ottobre alle 15.30 al Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone nell’ambito del ciclo “Affascinati dal cervello”, giunto all’8^ edizione, come sempre promosso dall’IRSE Istituto Regionale Studi Europei del FVG, a cura di Laura Zuzzi.

Sarà un viaggio dall’arte retorica alle neuroscienze del linguaggio, per capire quali siano i fondamenti neurali dell’abilità esclusivamente umana di dire qualcosa nei termini di qualcos’altro. A comporre il sistema di attivazioni cerebrali in grado di comprendere le metafore, con un tempo medio di decifrazione di circa 500 millisecondi, sono primariamente i centri neurali del linguaggio, ai quali si affiancano meccanismi cognitivi in grado di comprendere le intenzioni comunicative altrui. Quando questo sistema è danneggiato, si è confinati al mondo del linguaggio letterale, come può accadere nella patologia. Valentina Bambini, è infatti anche esperta di discipline linguistiche e ricercatrice nel campo della creazione di nuovi strumenti di valutazione dei deficit comunicativi nei pazienti con lesioni cerebrali. Ingresso libero info irse@centroculturapordenone.it tel 0434 365326

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!