Una tragedia dimenticata del “Quattordicidiciotto”

10 Febbraio 2016

LESTIZZA. La stagione teatrale di Lestizza, promossa da amministrazione comunale ed ERT, presenta venerdì 12 febbraio un appuntamento dedicato al ricordo della Grande Guerra. Mario Perrotta e Paola Roscioli saranno i protagonisti di Prima Guerra – quattordicidiciotto, spettacolo scritto dallo stesso Mario Perrotta, che vedrà sul palco anche due musicisti: Mario Arcari (oboe, clarinetto, batteria) e Enrico Mantovani (chitarre). La serata avrà inizio alle 20.45 all’Auditorium Comunale.

PrimaGuerra_LuigiBurroniCon questo spettacolo Mario Perrotta ha voluto indagare un pezzo di storia misconosciuto, “forse perché – sono sue parole – la storia la scrivono sempre i vincitori”. Nel 1918, infatti, si insabbiò la vicenda dei trentini e dei giuliani che combatterono onestamente come soldati austriaci di lingua italiana, per rendere trionfale la questione irredentista e la conquista di Trento e Trieste. Dei 65.000 arruolati di lingua italiana con l’Imperatore d’Austria, solo 1.700 irredenti passarono a combattere con l’Italia. Nessuno ha mai raccontato che gli austriaci di lingua tedesca, appena l’Italia entrò in guerra, deportarono, nel giro di 24 ore, i loro stessi connazionali di lingua italiana – 130.000 donne, vecchi e bambini – e li ammassarono nei primi campi di concentramento della storia contemporanea, le cosiddette “Città baracche”, lasciandoli a deperire in condizioni penose per 3 anni, fino alla fine del conflitto.

E infine: tornati dai campi di concentramento, donne vecchi e bambini sopravvissuti, scoprirono di essere diventati italiani di lingua e di fatto e scoprirono che nessuno sapeva dir loro che fine avessero fatto i loro cari mandati al fronte dagli austriaci, austriaci la cui macchina burocratica, intanto, era andata distrutta sotto i colpi della sconfitta. E allora, donne e anziani si rimboccarono le maniche e ripartirono ancora, destinazione Monti Carpazi sull’ex fronte russo, a cercare tra le rocce un bracciale, un anello, un foglio di carta, una medaglietta, che gli permettesse di riconoscere un fratello, un marito, un figlio.

Mario Perrotta è uno degli attori più affermati nel panorama nazionale del teatro di narrazione. Ospite fin dall’inizio della sua carriera nel circuito ERT con i suoi lavori (ricordiamo, tra gli altri, Italiani Cìncali e Odissea), recentemente ha portato in regione Un bès – Antonio Ligabue, spettacolo che gli ha permesso di ottenere la scorsa stagione il Premio Ubu come migliore attore protagonista e il Premio Hystrio come migliore spettacolo a giudizio del pubblico.

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