Una testimonianza preziosa di Gorizia nella Belle Epoque

20 Settembre 2014

GORIZIA. Verrà inaugurata mercoledì 24 settembre alle 18, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, la mostra “Oltre lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della Grande Guerra”. Promossa e realizzata dalla Fondazione Carigo in collaborazione con il Circolo Fotografico Isontino, il Consorzio Culturale del Monfalconese ed i Musei Provinciali di Gorizia, la rassegna – che è stata presentata venerdì scorso nel corso di una conferenza stampa – sarà visitabile, nella Sala Espositiva della Fondazione Carigo, in via Carducci 2 a Gorizia, dal 25 settembre all’8 febbraio 2015.

L’esposizione traccia la storia degli atelier fotografici goriziani della Belle Époque, sapientemente ricostruiti attraverso una sequenza di immagini che offrono uno spaccato della società cittadina nell’arco temporale compreso tra il 1860 e lo scoppio della Grande Guerra. Fotografie spesso inedite, alcune esposte in originale, altre riprodotte, compongono una mostra che è realizzata con l’intento di valorizzare un importante patrimonio storico, artistico e culturale, reso fruibile al pubblico grazie alla disponibilità di moltoicollezionisti locali.

Immagini che ritraggono uomini, donne e bambini, famiglie e gruppi in posa negli studi goriziani. Scatti che restituiscono l’immagine dei nobili e della borghesia cittadina, così come delle famiglie popolari e contadine, dei militari, dei sacerdoti e degli ufficiali, nonché degli esponenti della cultura e della politica locale, a fianco dei tanti cittadini goriziani. In mostra anche immagini che immortalano momenti significativi della vita quotidiana: processioni, visite imperiali, matrimoni e funerali, eventi sportivi. E ancora vedute di esterni, di piazze, del Castello; scorci caratteristici della città catturati dagli scatti dei primi professionisti.

Dopo un’introduzione sulla storia della fotografia, la mostra prende avvio da Ferdinando Troester, pioniere della fotografia professionale a Gorizia, che nel 1864 aprì il primo atelier in città, per proseguire poi con una sezione dedicata ai protofotografi: quegli artisti dediti al ritratto pittorico che, grazie ai tempi di esecuzione più rapidi, iniziarono in quegli anni a dedicarsi alla fotografia. La sala espositiva ospita poi alcuni materiali che ricostruiscono l’attività dei Magnifici Randagi, operatori ambulanti che scelsero la città come luogo di sosta privilegiato, l’esposizione rende conto dell’attività dei numerosi studi fotografici stabili che animarono Gorizia in quegli anni: tra questi gli atelier di Heinrich Niggl, Anton Jerkič, fotografo di riferimento della comunità di lingua slovena, Giovanni Battista Mazucco, Valerio Sturolo, Paolo Resen, Augusto Marega.

La parte conclusiva del percorso è dedicata alla fotografia professionale al femminile, in particolare a Helene Hofmann, abilissima fotografa di origine bavarese dalle solide doti tecniche apprezzata per la sua non comune abilità di trasporre sulla lastra negativa i caratteri salienti della personalità dei soggetti ritratti. Della sua produzione si annoverano inoltre vedute della città, scatti che testimoniano le distruzioni subite dagli edifici durante la Grande Guerra e immagini dei soldati al fronte.

La mostra, curata da Giancarlo Brambilla affiancato da un comitato scientifico composto da Chiara Aglialoro, Simonetta Brazza, Agostino Colla, Gianpaolo Cuscunà, Antonio Fabris, Martina Franco, Antonella Gallarotti, Mariateresa Grusovin, Alessandra Martina, Raffaella Sgubin, Giovanni Viola, Elena Vidoz, sarà corredata da un catalogo edito dal Consorzio Culturale del Monfalconese.

Nell’ambito della rassegna, la Fondazione promuove inoltre il progetto “Specchi della memoria. Gorizia e l’Isontino attraverso le foto di famiglia”: una proposta che intende coinvolgere l’intera cittadinanza, invitata a consegnare temporaneamente alla Fondazione le foto d’epoca delle proprie famiglie, che verranno digitalizzate e, se messe a disposizione in originale, esposte in un’apposita sezione della mostra.

“Abbiamo voluto promuovere Oltre lo sguardo – osserva il Presidente della Fondazione Carigo Gianluigi Chiozza – affinché un importante patrimonio storico, artistico e culturale della provincia di Gorizia non solo non venga disperso, ma venga reso fruibile dall’intera cittadinanza. Non dimentichiamo inoltre che la rassegna ben si inserisce in un più ampio contesto di iniziative culturali organizzate su tutto il territorio per ricordare il Centenario della Grande Guerra, che la Fondazione sostiene convintamente”.

La mostra Oltre lo sguardo sarà visitabile dal 25 settembre fino all’8 febbraio tutti i venerdì dalle 16 alle 19, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19, con ingresso libero. Per permettere agli interessati di approfondire i contenuti in mostra, è stato attivato un servizio di visite guidate che si svolgeranno ogni domenica alle ore 17.00. Inoltre, per gruppi di minimo 10 persone e per scuole, è possibile prenotare una visita guidata, da effettuarsi nelle altre giornate e fuori orario, rivolgendosi alla Cooperativa Musaeus info@musaeus.it, t. 348 25609991 Per info sulla mostra: Fondazione Carigo, T. 0481 537111 – info@fondazionecarigo.it – www.mostre-fondazionecarigo.it

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