Una Spoon River cjargnela

19 Agosto 2015

LESTIZZA. Nuovi appuntamenti nell’ambito della manifestazione Musica in villa 2015, questa volta a Villacaccia (Lestizza) e a Santa Marizza (Varmo). Alle 21 di giovedì 20 agosto ai Colonos (in caso di maltempo nell’auditorium comunale di Lestizza) toccherà a “Di jerbas e di suns – Musica e parole per una Spoon River carnica”.

E’ uno spettacolo in forma di teatro-canzone, ideato e curato da Annalisa Comuzzi e Francesca Valente, che ripropone le canzoni di “Cjamp dai pierduts amôrs”, il secondo album di Giorgio Ferigo & Povolâr Ensemble datato 1983. Le musiche sono state riarrangiate da Mauro Costantini, compositore e pianista di solidissima esperienza, che guida una formazione di giovani e bravi musicisti: Federico Luciani (percussioni), Mirko Cisilino (tromba), Emanuel Donadelli (batteria), Massimiliano D’Osualdo (fisarmonica), Simone Serafini (contrabbasso), Maria Fernanda Pardini e Flaviano Miani (canto).

A intrecciare musica e narrazione sono le voci di Riccardo Maranzana e di Francesca Casaccia, che accompagnano gli spettatori a scoprire i motivi ispiratori di quell’album, i rimandi letterari, i materiali e le fonti a cui Giorgio Ferigo aveva fatto riferimento per ideare questa sua delicata ed intensa Spoon River cjargnela, andando a rintracciare tra le vecchie lapidi del cimitero di San Giorgio di Comeglians storie di vita quotidiana e ordinarie vicende di oppressione e lacerazione esistenziale. Lo spettacolo mette in scena la Carnia e il Friuli capovolgendo la cifra rassegnata e malinconica con cui quella terra veniva e viene ancora rappresentata: c’era – allora come adesso – una tradizione culturale da sovvertire, una parola eretica da pronunciare, e in questo caso la parola è quella forte e poetica della migliore canzone d’autore.

Come per la collina dello Spoon River raccontata da Edgar Lee Masters, anche il cimitero di San Giorgio – lassù a dominare la valle del Degano – diventa spazio di memoria e di racconto per una vecchia e la sua accorata protesta antifamilista, quando la famiglia era sacra; per un soldatino diciassettenne, fucilato per diserzione nel 1917, quando basta un fraterno gesto natalizio a mettere in discussione tutto il meccanismo del gran macello; per un suicida e per la sua dolorosa amante; per un emigrato-rimpatriato-ubriacato-internato in un ospizio. Insomma, a fronte della Grande Storia, c’è una Piccola Storia da indagare e raccontare: le piccole storie di “Campo degli amori perduti”, inventate/ immaginate/ scoperte, diventano riconoscibili e più vere del vero, così come veri e credibili ci appaiono ancora oggi i personaggi che popolano quel microcosmo.

Il secondo appuntamento à per venerdì 21 agosto (ore 21) a Casa Maldini (Santa Marizza) per ascoltare ilk chitarrista Adriano Del Sal in concerto. Nato a Lignano, ha iniziato lo studio della chitarra a 12 anni, diplomandosi al Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine e frequentando le lezioni all’Accademia Francisco Tàrrega di Pordenone con Stefano Viola e Paolo Pegoraro. Ha frequentato masterclasses con importanti concertisti e didatti quali David Russell, Manuel Barrueco, Stefano Grondona, Angelo Gilardino e Alberto Ponce. Ha vinto numerosi premi in importanti concorsi nazionali ed internazionali. Ad esempio nel 2003, nell’ambito del Convegno Internazionale di Alessandria, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento La chitarra d’oro quale miglior giovane concertista dell’anno a livello internazionale. Svolge un’intensa attività concertistica che negli ultimi anni lo ha visto invitato nei maggiori festival internazionali.

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