Una guida utile alla cultura, al turismo e all’integrazione

18 Novembre 2014

UDINE. Una settantina di località nella provincia di Udine hanno almeno una collezione o un museo da mostrare al turista (e al friulano curioso delle proprie radici), a cui si aggiunge la ricca offerta del capoluogo. Sfogliare la nuova edizione di “Musei e collezioni nella Provincia di Udine, presentata lunedì nel salone del Consiglio provinciale di Palazzo Belgrado, offre molte sorprese e, spesso, il desiderio di… andare a controllare. Dalla collezione di animali imbalsamati a Enemonzo ai reperti trovati sul Colle di Castelraimondo (Forgaria), dalla Collezione Ruttar di Grimacco alla mostra-percorso dell’orologeria che sta a Prato Carnico: sono soltanto alcuni esempi scelti a caso sfogliando le 400 e passa pagine della Guida, compilata con cura da Valentina Piccinno. Ricchissima di immagini e con testo bilingue (italiano-inglese), naturalmente dà ampio spazio anche a tutta l’offerta museale non solo di Udine, ma anche di Cividale, Aquileia, Gemona, Palmanova, Tolmezzo eccetera.

guidaLa presentazione è stata aperta dall’intervento del Presidente della Provincia, Pietro Fontanini che ha dapprima ricordato come ampia parte delle 152 realtà museali/collezionistiche proposte siano iniziativa e opera di volontari, strutture che ricevono soltanto un piccolo contributo da parte dell’amministrazione provinciale, ma godono di un sostegno costante da parte della Fondazione Crup. Ha quindi espresso un plauso all’assessore alla cultura Francesca Musto (che nel corso della cerimonia ha fatto gli onori di casa) per l’impegno speso nel seguire, quasi amorevolmente, questo ambito.

Il valore dell’operazione culturale messa in atto – assieme a molte altre – dalla Provincia friulana è stato il punto centrale dell’intervento di Lionello D’Agostini, presidente della citata Fondazione, che ha posto in risalto il collegamento dell’amministrazione provinciale con il territorio, un elemento fondante – ha detto – che vuole in ogni modo valorizzare il Friuli, promuovendo anche, attraverso il luogo/museo, la inclusione sociale. Quest’ultimo concetto è stato approfondito e ampliato dal Sovrintendente per i Beni Storici, dottor Luca Caburlotto, che non a caso ha accennato agli immigrati “che hanno cosi un ulteriore strumento di comprensione della cultura che li circonda e quindi di integrazione”.

“Il museo non è soltanto luogo di memoria, ma anche una promettente risorsa turistica per il territorio, per quanto sia piccola la sua struttura”. E’ l’aspetto che ha tra l’altro messo il luce Ludovico Rebaudo, dell’Università di Udine, che ha partecipato al progetto. A chiudere gli interventi è stata l’artefice della pubblicazione, Valentina Piccinno. Non soltanto la Guida è utile al pubblico e al turista in genere, ma serve anche – e ce n’è molto bisogno – a “far conoscere i musei tra di loro, serve al territorio per far conoscere le sue potenzialità e per migliorarsi, è utile a diffondere la cultura di questo territorio tra i giovani a partire dalle scuole”. Nell’illustrare, a conclusione, le caratteristiche dell’opera (tra l’altro la nuova edizione si è arricchitta di altre 15 strutture), la curatrice ha ricordato che si è fatto il possibile per dare visibilità a tutte le realtà, anche le più piccole o private, senza mai discrimarle da quelle statali, aggiungendo – in virtù di una concreta collaborazione – anche i musei militari.

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