Un viaggio musicale nella storia della Piccola Patria

26 Giugno 2014

PAGNACCO/UDINE. “Che lingua batterà il mio orecchio, chi ascolterà le mie canzoni?”: questo è il titolo del melologo per soli, coro, voce recitante ed ensemble strumentale che verrà proposto nelle serate di giovedì 26 giugno ore 20.45, nell’Auditorium di Pagnacco, in occasione della celebrazione dei 140 anni della corale Zoltan Kodaly, e venerdì 27 giugno ore 20.45, nell’ambito del calendario di Udinestate, al Palamostre di Udine. Questo evento, unico nel suo genere in quanto intreccia sapientemente le arti della musica, della poesia e della letteratura,  rappresenta un viaggio nella storia della Patria del Friuli a partire dalla fondazione della città di Aquileia ai tempi degli antichi romani, fino ad arrivare quasi ai giorni nostri, ad uno dei momenti più tragici della storia friulana, il terremoto del 1976.

sbilfFilo conduttore e narratore dell’intera vicenda è uno sbilf, folletto immortale, che ha visto di persona tutti gli avvenimenti di rilievo della Piccola Patria. Le due serate, realizzate con il sostegno del Comune di Udine, di Pasian di Prato, di Pagnacco, della Fondazione Crup, dell’Associazione Cultura Nuova, dell’USCI FVG, con il patrocinio della Provincia di Udine e dell’USCF Udine, e il contributo della Moroso, vedranno come protagonisti due solisti (il soprano Carol Hoefken e il tenore friulano Federico Lepre), 3 cori (la Corale Zoltan Kodaly di Passons, il Coro femminile San Giacomo di Pasian di Prato, il Coro Tourdion di Cavalicco), la voce recitante di Manuel Buttus del Teatrino del Rifo e l’Ensemble della Filarmonica del Friuli Venezia Giulia composta per l’occasione da Tiziano Cantoni flauto, Enrico Cossio oboe, Maria Francesca Ventura clarinetto,  Nicola Mansutti primo violino, Francesco Lovato secondo violino, Margherita Cossio viola, Mara Grion violoncello, Cristina Di Bernardo arpa.

A dirigere questo concerto – viaggio sarà il compositore Davide Pitis, che, oltre a scriverne le musiche originali, ha attentamente recuperato canti dell’antica liturgia aquileiese, musiche di Alessandro Orologio, Marc’Antonio Pordenon, Albino Perosa e Piero Pezzè. Accanto alle musiche di Pitis, i testi scritti o scelti da Pierluigi Visintin danno vita a un percorso lungo più di duemila anni segnato da un dinamico equilibrio tra storia e realtà e dall’utilizzo di diverse lingue, dal latino di Tito Livio e Paolo Diacono al friulano di Paolo Fistulario, Pietro Biasatti, Leonardo Zanier e Federico Tavan, passando per il greco, l’alto-tedesco e l’italiano.

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