Un ampio affresco corale con il Cantiere Armonico

2 Luglio 2015

UDINE. Proseguono gli appuntamenti estivi con la Nico Pepe nello spazio di largo Ospedale vecchio a Udine. Venerdì 3 luglio (ore 21) nell’ambito del programma condiviso con il Comune di Udine, il pubblico potrà ascoltare il Gruppo Vocale Cantiere Armonico diretto da Marco Toller, impegnato in “Natura Sacra”, programma articolato su varie partiture che spaziano dai brani di autori della tradizione sacra antica o di musica colta contemporanea, impegnati soprattutto nella composizione del repertorio sacro e liturgico. Dunque un affresco corale, un excursus stimolante dal canto gregoriano a Paolino d’Aquileia, a Claudio Monteverdi, Janequin e John Tavener. La scelta del repertorio è dettata dalla ricerca di una relazione più equilibrata con il paesaggio naturale e la sua dimensione armonica che grazie alla musica riesce a trovare una suggestiva forma di comunicazione con l’uomo. Accanto ai brani musicali si innesteranno le letture affidate alla voce recitante di Claudio de Maglio. Il concerto sarà replicato domenica 5 luglio (19.45) nella suggestiva cornice del bosco Ban, nella Valle di Soffumbergo.

Marco Toller

Marco Toller

Cantiere Armonico nasce nel 2008 sotto la guida del maestro Marco Toller con l’idea di applicare gli strumenti di ricerca del Metodo Funzionale della Voce al suono corale e al repertorio vocale a cappella. Questo nuovo approccio al suono e alla voce umana nasce presso l’Istituto di Ergonomia del Politecnico di Darmstadt (Germania) più di 25 anni fa ed ha portato in seguito alla fondazione dell’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg, con lo scopo di definire le caratteristiche di una funzionalità sana degli organi fonatori, per cantare con libertà e leggerezza, su di un’ampia estensione. L’interesse del gruppo è quello di scoprire come la sinergia di più suoni possa permettere uno sviluppo armonico della voce, sia individuale che collettiva, rispettandone la fisiologia e le tappe di crescita. Affrontare il repertorio vocale – dalla tradizione gregoriana alla polifonia rinascimentale con incursioni nel repertorio contemporaneo – e presentarlo davanti ad un pubblico diventa quindi non il fine ma l’occasione per riconoscere e condividere i frutti fino a questo momento raccolti nel percorso di ricerca comune.

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