Colonialismo e corruzione

4 Giugno 2013

GEMONA. La Cineteca del Friuli, in collaborazione con Vicino/Lontano, presenta al Cinema Sociale di Gemona, mercoledì 5 giugno alle 21, Africa nera, marmo bianco (2011), l’avvincente documentario che Clemente Bicocchi ha girato a partire dal soggetto di Idanna Pucci, discendente dell’esploratore di origine friulana – poi naturalizzato francese – Pietro Savorgnan di Brazzà. Fra il 1875 e il 1887, Pietro Savorgnan di Brazzà condusse tre spedizioni in Africa equatoriale, spingendosi fino alle foreste pluviali del bacino del Congo. Non violento, favorevole al dialogo fra le culture e contrario allo sfruttamento dei territori e delle popolazioni indigene, ha rappresentato quello che è forse l’unico capitolo onorevole della storia del colonialismo europeo in Africa, in contrapposizione al metodo delle armi praticato sotto bandiera belga dallo scozzese Stanley.

Dopo aver ripercorso le gesta di Brazzà attraverso le parole di Idanna Pucci e con l’aiuto di disegni e foto d’epoca, il film si concentra sul trasferimento – proposto dall’attuale presidente della Repubblica del Congo – delle spoglie dell’esploratore pacifista dalla sua tomba ad Algeri a un sontuoso mausoleo costruito nella capitale Brazzaville, dove la popolazione è ridotta alla fame. Idanna Pucci scopre che dietro allo spettacolare progetto si nascondono corruzione e imbrogli. Nel tentativo di difendere gli ideali del loro antenato e impedire che la sua memoria venga strumentalizzata e utilizzata per coprire la corruzione del governo e lo sfruttamento della Repubblica del Congo da parte di società occidentali, Idanna Pucci e gli altri discendenti di Brazzà intraprendono una dura battaglia legale sfidando il regime del dittatore miliardario. Raccontata con pungente ironia, questa avventura ricca di tensione traccia una linea che dal tragico passato coloniale porta a un presente segnato dalla corruzione e dal tradimento delle tradizioni in Africa Centrale.

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