TIR: film e regista a Gemona

14 Aprile 2014

GEMONA. Dopo il regista e i protagonisti di The Special Need che domenica hanno incontrato il pubblico a Gemona, la Cineteca del Friuli ospita, sempre al Cinema Teatro Sociale, il regista friulano Alberto Fasulo in occasione dell’unica presentazione, mercoledì 16 aprile alle 21, del suo TIR, con il quale nel 2013 ha vinto il Marc’Aurelio d’oro per il miglior film al festival di Roma e nel 2010 il Premio Solinas per la sceneggiatura.

Una scena del film

Una scena del film

Già autore di Rumore bianco, l’acclamato documentario sul Tagliamento realizzato nel 2008, Fasulo ha costruito quello che per l’assoluto realismo sembra un documentario ma è a tutti gli effetti un film, con un attore professionista anche piuttosto noto come Branko Završan, che molti ricorderanno nel film ambientato durante la guerra serbo-bosniaca No Man’s Land di Danis Tanović, Oscar per il migliore film straniero nel 2002, e in Rosenkrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, Leone d’Oro alla Mostra di Venezia nel 1990.

Regista e interprete al Festival romano

Regista e interprete al Festival romano

Risultato di cinque anni di ricerca, TIR parte dalla storia vera di un professore di Rijeka che per garantire una situazione economica più stabile alla moglie e al figlio si fa assumere come camionista da un’azienda italiana. Il maggiore guadagno c’è, ma Branko trascorre la gran parte del tempo lontano proprio dalle persone per cui lavora con il rischio che si creino distanze, non solo fisiche, difficili da colmare. È questo il paradosso che Fasulo mette al centro della propria narrazione e che riguarda molte altre categorie di lavoratori.

Il film è nel contempo una testimonianza profonda e toccante della condizione dei camionisti, in particolare quelli provenienti dall’est Europa, e il racconto di una solitudine comune a molti. Il fascino dell’opera di Fasulo è il risultato, oltre che della bravura del protagonista, che si è calato nel ruolo diventando davvero un camionista (ha preso la patente ed è stato assunto a tempo determinato da una ditta italiana), di un metodo molto particolare che – come racconterà Fasulo nei dettagli – prevedeva mesi di vita in comune all’interno della cabina di un TIR e la creazione da parte del regista di situazioni e accadimenti di cui l’interprete non era o era solo parzialmente a conoscenza.

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