Tinissima in mostra a Torino

27 Aprile 2014

Modotti 058PORDENONE. “Tina Modotti. Fotografia, passione e rivouzione”. E’ questo il titolo della mosra​ – a cura di Cinemazero in collaborazione con Silvana Editoriale – che si terrà dal 1 maggio al 5 ottobre nella prestigiosa sede di Palazzo Madama, nel cuore di Torino. La rassegna rappresenta un nuovo risultato anche per l’Archivio Fotografico Cinemazero Images, prestatore delle foto in mostra, che continua a portare l’eccellenza dei suoi materiali in spazi espositivi di primo piano. All’inaugurazione sarà presente anche Pino Cacucci, che ha firmato un testo originale per il catalogo realizzato per l’occasione, dove sarà possibile trovare anche un nuovo testo di Gianni Pignat ​ (fotografo e storico ricercatore dell’opera della Modotti)​, degli estratti delle lettere tra Tina Modotti e Edward Weston e altri documenti che accompagnano questa selezione di foto con cui si è voluto dare un quadro rinnovato ed esaustivo della fotografa friulana.

Modotti 029La mostra copre tutto l’arco della vita di Tina, come fotografa, come musa e come attivista. Ricostruisce sia la sua straordinaria parabola artistica – che la vide prima attrice di teatro e di cinema in California e poi fotografa nel Messico post-rivoluzionario degli anni venti – sia la sua non comune vicenda umana. Un percorso teso a mappare l’evoluzione della sua vicenda, dagli affetti familiari ai suoi amori; dai primi scatti, influenzati dal compagno Edward Weston, alle ultime, poche, misconosciute foto scattate a Berlino, quando ormai la fotografa ammetteva l’impossibilità di continuare la sua carriera con strumenti tecnici troppo moderni, che non consentivano il suo particolare approccio, metodico e posato. Un percorso di ricerca estetica e formale, che guida lo spettatore nell’evoluzione degli stili e delle tecniche della Modotti, passando dagli still life e dagli scatti figli dell’Estridentismo del primo periodo, per arrivare – senza strappi, ma progressivamente – ai ritratti delle donne di Tehuantepec, passando attraverso le immagini più politiche e “rivoluzionarie”

Condividi questo articolo!