Taiye Selasi, l’Afropolitan

4 Marzo 2014

PORDENONE. «Non sono né africana né americana, sono “afropolita”», dice di sé la scrittrice e fotografa Taiye Selasi, ospite speciale de “Il dialogo creativo” giovedì 6 marzo, alle 18, al Ridotto del Teatro Verdi, a Pordenone. Nata a Londra 35 anni fa, con mamma nigeriana e padre ghanese, Taiye Selasi è cresciuta negli Stati Uniti, ha studiato a Yale e Oxford, oggi vive tra Roma e Amsterdam e viaggia spesso in Ghana a trovare la madre. Ecco perché si definisce “Afropolitan”, una parola che lei stessa ha coniato per spiegare la sua identità, divisa nello spazio di tre continenti. Non poteva esserci ospite più azzeccato per la rassegna “Il dialogo creativo”, che quest’anno è alla sua seconda edizione. La nuova manifestazione culturale, infatti, voluta dal Comune di Pordenone, con la cooperativa per il commercio equo e solidale L’Altrametà e la Biblioteca civica, ha l’obiettivo di promuovere una riflessione sulle grandi trasformazioni portate dal fenomeno migratorio, una delle questioni più cruciali per la definizione dell’identità e del futuro di Pordenone e dell’Italia.

Taiye Selasi , authorTaiye Selasi incarna nella sua persona i cambiamenti del nostro tempo e nel suo libro “La bellezza delle cose fragili” (Einaudi, 2013), parla di una famiglia divisa tra il Ghana, gli Stati Uniti, l’Europa. Un romanzo d’esordio tradotto in 15 lingue, di grande intensità e valore letterario, tanto che Selasi è stata selezionata tra i migliori venti scrittori sotto i quarant’anni dalla prestigiosa rivista Granta l’anno scorso. Il libro narra la storia di una famiglia, in cui ogni legame sembra polverizzato, dilaniato dall’emigrazione e dalla lontananza, ma la morte del padre sembra ricomporre quelle connessioni che sembravano perse e invece sopravvivono e sono in grado di superare qualsiasi confine.

Selasi, assieme agli scrittori Andrea De Carlo e Giancarlo De Cataldo, fa parte della giuria di Masterpiece, il primo talent show per aspiranti scrittori, in onda la domenica sera su Rai3.

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