Storie pazzesche, anteprima

1 Dicembre 2014

PORDENONE/UDINE. Il pubblico di Cinemazero e del Visionario non dovrà aspettare l’11 dicembre per vedere l’atteso film prodotto da Pedro Almodovar e diretto dall’argentino Damian Szifron, perché “Storie pazzesche” arriva a Pordenone il 2 dicembre alle 20.30 e a Udine il 3, allo stesso orario. La proiezione udinese sarà preceduta alle 20 da uno speciale aperitivo al bar del Visionario con i vini della cantina Cà Tullio di Aquileia. L’aperitivo è gratuito e riservato a coloro che hanno acquistato il biglietto per l’anteprima (la prevendita è attiva alla cassa del Visionario).

storie pazzesche_01Presentato in anteprima all’ultimo Festival di Cannes, “Storie pazzesche” è stato molto apprezzato dalla critica, e nasce da una serie di racconti frutto dell’immaginazione più sfrenata, che il regista inizia a scrivere per sfogare le sue frustrazioni. “Quando li ho raccolti in un volume, mi sono reso conto che erano legati da alcuni temi comuni: parlavano tutti di catarsi, vendetta e distruzione. E dell’innegabile piacere di perdere il controllo”, commenta Szifron. Ne viene fuori un racconto corale con ritmo e con gusto delle commedie americane e la satira di Tarantino, che mette al centro della scena un ingegnere esperto di demolizioni, la sua fidanzata e la cuoca di uno squallido ostello; il passeggero di un aereo, una fidanzata alle prese con le nozze, un magnate a capo di una oscura negoziazione e un pilota spinto in una strana situazione. Aggiungendo a questo parterre il tradimento di un marito, il ritorno ad un passato sepolto e la violenza che si insinua negli incontri quotidiani, avremo come risultato il raggiungimento di quella (sana) follia che permette di godersi l’innegabile lusso della liberazione da ogni freno inibitore.

storie pazzesche_02Perché in effetti tutti impazziscono nel film: vulnerabili di fronte a una realtà che cambia continuamente e che, improvvisamente, può diventare imprevedibile, i protagonisti di “Storie pazzesche” oltrepassano il sottile confine tra civiltà e barbarie. Tra risate e crudo realismo, tra dramma e follia, il lungometraggio porta in scena una serie di sketch che dietro la superficie del divertissement più scatenato, nascondono un’interessante riflessione sulla difficile situazione attuale dell’Argentina attanagliata da corruzione, cinismo e caos burocratico, che in questa piacevole pellicola, fanno riflettere il pubblico su come sia estremamente sottile il confine tra un comportamento civile e le (piccole e grandi) atrocità ci circondano.

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