Storie disperate di confini

28 Novembre 2014

MANZANO. Sabato 29 novembre, alle 17.30, nella Sala della Palma della Abbazia di Rosazzo a Manzano, il giornalista Piero Villotta presenterà Soltanto il cielo non ha confini (Ink Edizioni, Milano), secondo romanzo di Guido Mattioni, scrittore e giornalista di origini udinesi. Sarà presente l’autore. Promotori e artefici di questo appuntamento letterario sono la Fondazione Abbazia di Rosazzo assieme all’associazione culturale “Apriamo il Paracadute” di Buttrio, con il supporto fotografico di Vittorio Bosco e Roberto Cappello, elaborato per la serata da Alessandro Bon e con il sostegno della Banca Credito Cooperativo di Manzano e Vignaioli Specogna di Corno di Rosazzo. Introduce Mària Croatto, Presidente dell’Associazione culturale “Apriamo il Paracadute”. Ne discutono Guido Mattioni (giornalista e scrittore) e Piero Villotta (giornalista).

guido mattioni 2014In una terra come quella friulana, dove il confine ha da sempre condizionato le scelte, i destini e la storia, il romanzo di Guido Mattioni offre l’occasione per approfondire le vicende del Triangolo della Sedia sotto un’ottica diversa e con aspetti ormai dimenticati. Perché le distanze non possono cancellare le analogie: il Rio Grande, a quasi 10 mila km da qui, segna infatti oggi la frontiera tra Messico e Usa, tra miseria tangibile e benessere possibile; proprio come la marcava ieri lo Judrio nelle storie passate della nostra gente. Mattioni ci porta laggiù, lungo quella pericolosa “frontera” dove ogni notte masse di disperati cercano di raggiungere il sogno americano. È una storia tesa, ma anche ironica e commovente, che aiuta a capire il dramma di chi, ai più diversi angoli del mondo, anche nei nostri mari, rischia la vita per varcare un confine. Inseguendo un sogno.

Dopo il grande successo di Ascoltavo le maree (Ink Edizioni, 2013 – quattro ristampe e migliaia di copie vendute, libro adottato come testo di studio nei corsi di Italiano alla Georgia State University di Atlanta), con questo romanzo Mattioni lascia le atmosfere rilassatamente coloniali di Savannah, nel Vecchio Sud degli Stati Uniti, e ritorna in libreria con un romanzo ambientato invece sulla frontera “calda” e pericolosa che divide il Messico dagli Usa, un angolo di mondo che lui ha conosciuto e vissuto da vicino nei suoi reportage. Dalla sapiente unione tra il suo rispettoso amore per la lingua italiana e l’esperienza narrativa del navigato inviato speciale, Mattioni dà così vita a una vicenda cruda e a tratti sorridente, amara ma anche dolce, nella quale il bene prezioso della terra e i grandi valori dell’uomo si confrontano con l’avidità e la violenza in un page turner incalzante, da togliere il fiato.

Guido Mattioni è nato a Udine nel 1952, vive a Milano dal 1978 e dal 1998 è cittadino onorario di Savannah, in Georgia, la bellissima località americana dove ha ambientato Ascoltavo le maree. Da giornalista (il suo primo direttore fu Indro Montanelli) Mattioni ha ricoperto quasi tutti i ruoli professionali: cronista e caporedattore, vicedirettore e inviato speciale autore di inchieste e reportage in Italia e in tutto il mondo, in particolar modo negli Stati Uniti. Se potesse rinascere, vorrebbe farlo nei panni di uno chef. È sposato con Maria Rosa, medico oncologo e di conseguenza, dice lui, “persona molto più socialmente utile di me, oltre che indiscutibilmente più bella”. Non ha figli.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!