Spoon River by De Andrè

25 Settembre 2014

PORDENONE. Non poteva mancare, tra gli eventi a corredo della mostra in corso fino al 31 ottobre nella biblioteca civica dedicata all’Antologia di Spoon River, un concerto con le celebri canzoni che le dedicò Fabrizio De Andrè nel 1971 con l’album, proposto in chiave acustica e intima (violino, due chitarre, fisarmonica e voce) dall’Emfaber band, gruppo della solidarietà al 100 per cento, venerdì 26 settembre alle 20.30 nel Convento di San Francesco, con ingresso libero.

Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè

Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè

De André scelse nove delle 244 poesie trasformandole in altrettante canzoni. Le nove poesie scelte toccano fondamentalmente due grandi temi: l’invidia (Un matto, Un giudice, Un blasfemo, Un malato di cuore) e la scienza (Un medico, Un chimico, Un ottico). In questi due gruppi si possono scoprire delle simmetrie: il giudice perseguitato da tutti trasforma la sua invidia in sete di potere e si vendica, il chimico è tanto preso dalla scienza e dalla ricerca di un ordine perfetto da essere incapace di amare. Il malato di cuore rappresenta l’alternativa all’invidia, grazie all’amore. I buoni propositi del medico vengono schiacciati dal sistema che lo obbliga a essere disonesto, mentre l’ottico vuole trasformare la realtà e mostrarci una realtà più vera. Il suonatore Jones è l’unico in questa raccolta di poesie a cui De André lascia il nome: per tutta la sua lunga vita il suonatore Jones ha fatto quello che più gli è piaciuto e per questo muore senza rimpianti. Senza dubbio il suonatore Jones – per cui la musica era una scelta di libertà – era anche il personaggio al quale De André avrebbe voluto assomigliare.

A causa degli arrangiamenti molto sofisticati (del giovanissimo Nicola Piovani) i brani dell’album non venivano eseguiti spesso nei concerti. Così ne scrisse Fernanda Pivano: “Fabrizio ha fatto un lavoro straordinario; lui ha praticamente riscritto queste poesie rendendole attuali, perché quelle di Masters erano legate ai problemi del suo tempo. Lui le ha fatte diventare attuali e naturalmente ha cambiato profondamente quello che era il testo originale; ma io sono contenta dei suoi cambiamenti e mi pare che lui abbia molto migliorato le poesie. Sia Masters che Fabrizio sono due grandi poeti, tutti e due pacifisti, tutti e due anarchici libertari, tutti e due evocatori di quelli che sono stati i nostri sogni. Poi Fabrizio sarà sempre attuale, è un poeta di una tale levatura che scavalca i secoli”.

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