“Sono stato una spia”

6 Aprile 2014
Da sinistra, Cionci, Cattalini, Romoli e Fornasaro

Da sinistra, Cionci, Cattalini, Romoli e Fornasaro

UDINE. È stata una serata dove si è parlato di spie, di guerra fredda, di strane caselle postali di Gorizia, di Campi profughi di Trieste e di esodo istriano dalmata. È accaduto a Udine, nell’affollato Salone S. Cristoforo in Vicolo Sillio, per l’organizzazione del Comitato di Udine dell’Assocazione Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). L’occasione era data da un libro, appena edito dall’Editore Gaspari, che non mancherà di suscitare un ampio dibattito. Ha aperto l’incontro l’ingegnere Silvio Cattalini, presidente del Comitato di Udine dell’ANVGD, per presentare il libro intitolato “L’ultimo testimone. Storia dell’agente segreto Sergio Cionci e degli istriani della Guerra fredda”, scritto dal giornalista della RAI Andrea Romoli. Il volume gode della prefazione di Gianni Oliva.

Romoli con la Del Din e Cionci

Romoli con la Del Din e Cionci

Oltre agli autori, è intervenuto pure Franco Fornasaro, per illustrare il primo libro sullo spionaggio italiano all’inizio della Guerra fredda, ricco di documenti inediti, talvolta sorprendenti, contro la polizia segreta jugoslava nell’Istria occupata dai titini, dopo la seconda guerra mondiale. L’agente segreto Cionci, nato a Pola nel 1922, era lì in sala a spiegare perché lui, allievo ufficiale della regia aeronautica, si schierò dapprima coi partigiani antifascisti, per passare poi alle dipendenze dei servizi segreti italiani, dal 1947 al 1952, col nome di “Mario Casale”, operativo fra Trieste e l’Istria. A conclusione della serata hanno parlato pure Paola Del Din, partigiana delle Brigate Osoppo Friuli nota, durante la Resistenza, con il nome di battaglia di “Renata” e medaglia d’oro al valor militare, oltre a Francesca Musto, assessore alla Cultura della Provincia di Udine.

Elio Varutti

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