Si conclude il Festival Tuareg

23 Luglio 2015

PORDENONE. Il cantante e compositore berbero Mohamed Mallal è l’artista che chiuderà dal punto di vista musicale il Festival “Raccontare il deserto-tinawen tenere” edizione 2015 – organizzato dall’Associazione via Montereale coadiuvata da Il Mondo Tuareg, Pnbox e il Comune di Pordenone con l’ausilio della Fondazione Crup e della Bcc Pordenonese nell’ambito dell’Estate in Città – dedicato ai molteplici suoni dell’Africa. Dopo il successo di Sidiki Camara che ha fatto ballare gli spettatori con il suo travolgente tamburo è dunque la volta, venerdì 23 luglio nel chiostro di San Francesco alle 21,30, della musica e della cultura berbera con un artista eclettico che è cantautore, poeta, fumettista, produttore discografico, di etnia berbera e di lingua madre tamazight. Nato nel sud est del Marocco Mohamed Mallal si è laureato in Storia dell’arte ed è professore di belle arti. Fondatore dell’associazione Tazra Art è ospite fisso alla Scuola di Belle Arti di Grenoble, in Francia. Ha pubblicato 8 album musicali e un libro di poesie. E’ molto attivo anche politicamente per diffondere la cultura berbera, che è una delle più antiche dell’Africa , da cui provengono anche i Tuareg. Prima di Mallal, alle 18,30, nella chiesa di San Francesco verrà proiettato il film “Timbuctu”, una straordinaria storia che rivela alcune caratteristiche peculiari del popolo Tuareg per la regia di regia di Abderrahmane Sissako. Un film da non perdere per meglio comprendere il significato di integrazione cui punta la sensibilizzazione promossa da molti anni dall’associazione “via Montereale”.

Il Teatro per corti e per giardini a cura della Scuola Sperimentale dell’Attore, alle 19.00, nel parco della Casa della Madonna Pellegrina, in collaborazione Caritas diocesana e associazione Nuovi Vicini con “Le storie di Pulcinella e della Gegia”, spettacolo comico liberamente tratto dalle favole di. Basile. Protagoniste sono Lucia Zaghet e Giulia Colussi, con la regia di Ferruccio Merisi. Lo spettacolo è un omaggio ai narratori di piazza di una volta, qui rappresentati da una coppia famosa, Pulcinella e la sua innamorata, talmente affiatati da muoversi spesso all’unisono. Allo stesso tempo lo spettacolo è moderno, in modo da rappresentare l’ideale dell’attore “magico” che parla, canta, balla e passa da un personaggio all’altro. Sarà un viaggio senza tempo nell’universo popolare della povertà, del coraggio, della furbizia, della fortuna e della magia.

Nell’area verde del castello di Torre alle 21.15, cominciano le repliche de Le Uccelle, spettacolo del Teatro a la coque, per la regia di Eugenio Allegri, liberamente ispirato a Gli uccelli di Aristofane, con Carla Manzon, Maria Grazia di Donato, Paolo De Zan, Anna Nigro, Stefania Petrone, Enzo Samaritani. Il testo è stato riscritto e adattato alla conformazione del gruppo guardando all’attualità attraverso lo sguardo esilarante della antica commedia greca, satirica e fantasiosa. In Aristofane a scappare dalla città erano due ateniesi, delusi dalle istituzioni, dalla politica, dalle proprie misere condizioni, per andare dagli uccelli, primi signori del cielo, ora diseredati, per convincerli a fondare una città, forte e invincibile, che li proteggesse dallo strapotere degli Dei usurpatori del loro primato aiutandoli a ritrovare dignità e ricchezza. Oggi a scappare dalle nostre città aride, incolori, luoghi sovente di disperazione, sono o potrebbero essere le donne: scappano o potrebbero scappare dai bunga bunga, dallo stalking, dalla mercificazione del loro corpo, dalle discriminazioni maschiliste, dai sogni che svaniscono, da stipendi dimezzati, da fatiche raddoppiate, da servizi inesistenti, da gravidanze calmierate, dalla femminilità negata, da violenza continuata. Tutti argomenti raccontati attraverso il riso, l’ironia, il sarcasmo e lo sberleffo, dove le donne possono finalmente dire la loro. Scene e costumi: Ilaria Bomben. Luci e fonica : Stefano Avon. Repliche anche sabato 25 e domenica 26 luglio. In caso di pioggia c’è la Bastia del Castello.

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