Sergio Zavoli, cronista

10 Aprile 2013

Sergio Zavoli

PORDENONE. La seconda giornata del festival di Cinemazero “Le Voci dell’Inchiesta”, a Pordenone, percorre oltre mezzo secolo di giornalismo d’inchiesta, a partire dagli storici reportage di Sergio Zavoli – vero e proprio protagonista della giornata – fino all’analisi del rapporto tra inchiesta e nuovi media (giornalismo on-line, social network), grazie a numerosi documentari sul tema e l’avvio del workshop dedicato. Giornalista, scrittore e Senatore della Repubblica italiana Sergio Zavoli (classe 1923) si è sempre definito, prima di tutto, un cronista: ed è stato cronista scrupoloso e coinvolgente, testimone oculare di quasi settant’anni di storia internazionale e protagonista della vita civile e culturale del Paese. Già Presidente della RAI e di recente della Commissione di Vigilanza del servizio pubblico radiotelevisivo, Zavoli è stato autore e conduttore di programmi televisivi di successo come Processo alla tappa, Nascita di una dittatura, Viaggio intorno all’uomo, La notte della Repubblica, Viaggio nella scuola, Nostra padrona televisione, Viaggio nel Sud e un autentico maestro per intere generazioni di giornalisti radiotelevisivi. Il festival dell’Inchiesta gli rende omaggio quest’anno con un’ampia retrospettiva che consentirà al pubblico del festival di rivedere alcune sue storiche inchieste e interviste.

Just a girl, you know

Ma l’intera giornata di giovedì vedrà protagonista Zavoli che alle 9 sarà all’Università (Aula S1) per la lectio magistralis “Informare non è comunicare (e viceversa)”, mentre alle 11.30 sarà insignito del Sigillo della Città in una cerimonia ufficiale nel Municipio di Pordenone. Nel pomeriggio passeranno in sala alcune sue storiche inchiesta (compresa la celebre intervista a Pier Paolo Pasolini da Processo alla tappa del 1963), una sorta di “aspettando Sergio Zavoli” che ci condurrà fino alle 21 quando Zavoli sarà protagonista della serata “Dai diari di un cronista” con l’intervista pubblica condotta dal giornalista Gianpaolo Carbonetto.
A concludere la serata (22.30) un documentario in anteprima nazionale al festival che ci scaraventa avanti di cinquant’anni, passando dalle storiche inchieste di Zavoli alla realtà della rete e dei nuovi media. L’importanza dei social network come strumenti

We are legion

per organizzare la protesta civile e far circolare le informazioni, fino a Internet come potenziale nuovo Moloch che vuole fagocitare il sapere universale per restituirlo all’umanità come e quando vuole: è l’impressione che deriva dall’inquietante progetto di cui ci dà conto Ben Lewis nel suo Google and the World Brain. Quella che ci viene raccontata dal documentarista ex BBC è la storia di Google Books, certamente il piano più ambizioso mai tentato su Internet: quello di scansionare tutti i libri del mondo (grazie ad un accordo con importantissime biblioteche universitarie) per creare non solo una gigantesca biblioteca universale digitale, ma una più alta forma di intelligenza, un “cervello del mondo” che contenga tutta la conoscenza del pianeta e sia accessibile a tutta l’umanità.
La sezione new media sarà aperta già dalla mattina con l’avvio del workshop tenuto da Enrico Marchetto ed Elisa Grando e proseguirà in sala nel pomeriggio con due documentari: alle 15 Just a Girl, You Know? di Eef Hilgers, sulla quotidianità della tredicenne Maria, autentica “nativa digitale”, che affida al video sharing ogni condivisione e rapporto interpersonale; seguito (15.30) da We are Legion. The Story of the Hacktivists di Brian Knappenberger, sul movimento globale di hacker e attivisti famoso per il rifiuto di ogni gerarchia, per le lotte in nome della libertà d’espressione e gli attacchi ai siti web di grandi gruppi come Scientology, PayPal, Sony.

Un uomo in ginocchio

La seconda giornata del festival avrà anche un importante focus mattutino: tra le Voci di quest’anno, infatti, non poteva mancare quella di Damiano Damiani, eclettico regista, scrittore e pittore pordenonese recentemente scomparso. Alle 11, nell’ambito dei matinèe di Legality Coop, in programma la proiezione di uno dei suoi film più intensi, Un uomo in ginocchio, con Giuliano Gemma e Michele Placido. Il film sarà preceduto dall’illustrazione del progetto del documentario “La voce di Impastato” presentato dall’autore Ivan Vadori.
Sempre nel programma della mattina, riprende la fortunata consuetudine della rassegna stampa curata dagli ospiti del festival: giovedì, (ore 10 Bar Municipio), protagonista di Coffee&Newspaper sarà Furio Colombo affiancato dal giornalista de Il Gazzettino Lorenzo Marchiori.

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