Sepùlveda a Dedica presenta il suo nuovo libro di racconti

7 Marzo 2015

PORDENONE. Domenica 8 marzo (Convento di San Francesco, ore 17), con “Il passato davanti a noi” il festival Dedica prosegue presentando uno degli appuntamenti più attesi dai numerosissimi lettori di LUIS SEPÚLVEDA: la presentazione, prima in Italia, del libro “L’avventurosa storia dell’uzbeko muto” (Guanda), nuovi raccolta di imperdibili racconti nei quali lo scrittore cileno cerca di scoprire se c’e ancora qualcosa di utile che è rimasto dimenticato, sepolto, impolverato, tra le macerie degli anni Settanta. L’autore dialogherà con Ilide Carmignani, traduttrice di tutti i suoi libri.

Sepúlveda_L'avventurosa storia dell'uzbeko muto[2][1]La giovinezza, si sa, è l’età degli ideali, delle grandi battaglie, ma anche del velleitarismo, delle bevute con gli amici, dell’inquietudine sentimentale. E i giovani sudamericani degli anni Settanta non facevano certo eccezione. In questo «romanzo in storie» Luis Sepúlveda racconta il passato e i sogni della sua generazione, e lo fa attraverso la lente dell’affetto e dello humour, che stempera le tensioni e ci riporta intatti le passioni e i momenti di entusiasmo della sua giovinezza militante. Così scopriamo che una rapina in banca poteva essere un esproprio proletario, o addirittura fornire a un cantante mancato un’imperdibile occasione per esibirsi alla chitarra. Poi vediamo all’opera una squadra dell’Esercito di liberazione nazionale impegnata a rubare delle armi, incappando in una serie di intoppi tragicomici, ma attirando anche collaborazioni inattese. E incontriamo in queste pagine, tra gli altri, il bizzarro personaggio del titolo, che non è… né uzbeko né muto. Si tratta infatti del peruviano Ramiro, vincitore di una borsa di studio all’Università Lomonosov, destinato a ricevere un’educazione sovietica nella Patria del socialismo. Peccato che a Mosca Ramiro non trovi nulla di quello che gli interessa davvero, cioè le ragazze, la musica e l’alcol. Peggio gli va quando tenta di raggiungere Praga, dove si dice che tutte queste cose abbondino, ma approda invece in Uzbekistan… Tra sorriso e nostalgia, queste pagine ci fanno rivivere “il bel sogno di essere giovani senza chiedere il permesso”.

Lunedì “giorno di riposo” per il festival che quest’anno si avvale della direzione artistica di Bruno Arpaia, snodandosi fra interviste, spettacoli, cinema, teatro, poesia, musica, fotografia: 11 appuntamenti che si alterneranno fra il Convento di San Francesco, il Teatro Verdi, il Deposito, l’auditorium Concordia e il Municipio della città.

Si ricomincia martedì 10 marzo (Convento San Francesco ore 20.45), con POESIE SENZA PATRIA, esclusivaThesis/Dedicafestival, Sepúlveda reciterà versi composti da lui stesso, alcuni dei quali inediti e quasi “privati”, e avrà accanto a sé una grande poetessa, la moglie Carmen Yáñez, che leggerà testi tratti dal suo ultimo libro, “Uccelli Cardellini della pioggia”, pubblicato proprio in concomitanza con Dedica. A ricreare con la musica la magia della parola poetica ci sarà Il Trio composto da Ginevra Di Marco, indimenticabile voce dei C.S.I., premio Tenco e premio Ciampi; Francesco Magnelli, mente compositiva della band, e Andrea Salvadori.

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