Sana e robusta Costituzione

20 Dicembre 2015

PORDENONE. Un vangelo civile che incarna l’attitudine al grande e al bello, valori fondanti dell’Italia: è la Costituzione italiana, vera e propria protagonista della conversazione teatrale “Di sana e robusta costituzione”, messa in scena venerdì sera alla Storica Società Operaia di Pordenone. Un intreccio corale di voci – grazie agli attori del Gruppo Teatro Luciano Rocco – ha ridato vita al testo su cui si fonda la Repubblica Italiana suscitando una forte emozione nel pubblico che ha affollato la sala di palazzo Gregoris, in occasione della mise en space che attraversa la ricerca storica ma anche quei valori promulgati dai padri costituenti e che si traducono nella vita quotidiana degli italiani.

IMG_3041La lettura scenica si è basata su una sceneggiatura realizzata da Alberto Rossi e si è strutturata in due parti: la prima dedicata alla storia dall’Italia prenunitaria, i moti risorgimentali, attraverso le tre guerre d’indipendenza, fino all’indomani del Secondo dopoguerra quando il Parlamento italiano si mise al lavoro sulla Costituzione. La seconda parte è stata un immergersi nei dibattiti delle sedute parlamentari che dal gennaio del 1947 condussero alla scrittura dei 139 articoli. Gli attori in scena hanno ridato voce alle parole di La Malfa, Fanfani, Calamandrei, Togliatti, Amendola, Cortese. Un tuffo nel tempo che ha suscitato la nostalgia verso un’epoca in cui ad animare i due rami del Parlamento erano questioni che avevano a che fare con il senso di libertà, dei diritti civili, del lavoro come elemento fondante dell’uomo e del suo essere civile.

Le letture sceniche si sono intessute a inserti di filmati per la regia di Donatella Azzaretti ed Egidio Piazza che hanno fatto “parlare” della Costituzione gli stessi pordenonesi: esercenti, commercianti, artigiani, negozianti, le cui parole hanno dato il senso di quanto i dodici principi generali che ispirano tutti gli altri articoli, siano radicati nel vivere quotidiano. Si è aggiunto poi un contributo storico sulle radici risorgimentali e illuministiche dei principi democratici parlamentari della Costituzione a cura di Alberto Cassini che ha ricordato l’enorme contributo di due pordenonesi nella storia italiana, il giurista Pietro Ellero (uno dei padri dell’abrogazione della pena di morte e del Codice penale) e Aristide Gabelli, fautore del rinnovamento della Pubblica Istruzione in Italia.

Si è trattato di un mosaico corale, che si è concluso con la lettura recitata dell’Inno di Mameli, con la promessa di una seconda rappresentazione per poter ascoltare le inedite cinque variazioni sul tema dell’Inno d’Italia composte da Virginio Zoccatelli per il violino del giovane Nicola Di Benedetto, impossibilitato a suonare per motivi di salute.

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