San Martino nell’arte friulana

13 Novembre 2014

MANZANO. Col fine di perseguire la promozione dell’arte e della cultura attraverso diverse prospettive l’Abbazia di Rosazzo propone per venerdì 14 novembre alle 18,30 l’incontro con il prof. Giuseppe Bergamini, direttore del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, per indagare la figura di San Martino nell’arte friulana. Martino, originario della Pannonia (l’attuale Ungheria) divenne vescovo di Tours nel 370 circa. Egli fu un predicatore e accanito oppositore dei culti pagani. Operò in Francia ma la sua influenza si estese presto a tutta l’Europa occidentale. Nell’iconografia tradizionale Martino viene rappresentato con la veste episcopale oppure vestito da soldato nell’atto di tagliare e donare il suo mantello a un mendicante. Anche l’oca appare in alcune raffigurazioni, a simboleggiare indirettamente la stagione del suo anniversario (11 novembre), tempo che corrisponde alla migrazione di questi animali.

L’incontro di venerdì porrà il focus sulle immagini e ritratti del santo che sono presenti nel nostro territorio, una accurata indagine iconografica presentata da Giuseppe Bergamini. Per l’occasione sarà esposta la scultura lignea ‘San Martino a cavallo’ attribuito a Michael Pacher (1435-1498), pittore e intagliatore austriaco, proveniente da una collezione privata.

Giuseppe Bergamini è stato il primo direttore del Centro regionale per la Catalogazione e l’Inventario del patrimonio culturale e ambientale del Friuli-Venezia Giulia, Villa Manin di Passariano. Direttore dei Civici Musei di Storia e Arte di Udine dall’1987 al 2005. Attualmente, come si è detto, dirige il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine. È direttore responsabile della rivista “Memorie Storiche Forogiuliesi”, del mensile “Friuli nel Mondo”, dei periodici della Società Filologica Friulana “Sot la nape” e “Ce fastu?”. Per conto della Regione, della Provincia di Udine, della Provincia di Pordenone, del Comune di Udine e di vari altri comuni (San Daniele del Friuli, Monfalcone, Povoletto, Cormons ecc.), ha curato – in alcuni casi in collaborazione con altri studiosi – allestimento e/o catalogo di alcune delle più importanti mostre di questi ultimi anni. La sua attività scientifica si è rivolta soprattutto all’universo artistico veneto dal Rinascimento al Barocco, ed a quello friulano dai Longobardi ad oggi; innumerevoli sono le pubblicazioni e le monografie relative ad artisti e a monumenti del Friuli, sia come autore che curatore.

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