Sacile, la storia del pianoforte

30 Aprile 2014

SACILE. Anche l’edizione 2014 del Concorso pianistico internazionale piano|fvg, che si svolgerà a Sacile (Pordenone) dal 2 al 7 maggio, ha in programma uno speciale evento espositivo, che dal 1° maggio sarà visitabile nell’antica chiesa di San Gregorio, prestigioso spazio espositivo del Comune ospite della manifestazione pianistica. L’itinerario pensato dall’Associazione PianoFVG e dall’Istituto di Musica della Pedemontana, cui fa capo l’organizzazione del Concorso, è dedicato alla storia del pianoforte, qui ripercorsa attraverso una selezione di strumenti antichi di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, per la prima volta ammessi al prestito fuori sede grazie ad una speciale sinergia con la Fondazione CRUP, partner storico del Concorso ed essenziale ente sostenitore di questa rassegna.

Steinway verticale 1890 New York

Steinway verticale 1890 New York

Gli strumenti selezionati insieme agli esperti del Polo Museale “Genus Bononiae”, che fa capo alla Fondazione Carisbo, fanno parte della collezione acquisita nel 2012 dal Maestro Franco Scala, pianista e didatta, fondatore e direttore dell’Accademia Pianistica di Imola, il quale raccolse in più di trent’anni un’ampia gamma di strumenti musicali a tastiera, per la maggior parte fortepiani (ovvero pianoforti di antica fattura) e pianoforti, afferenti a diverse epoche e varie scuole costruttive.

Il corpus scelto per la mostra di Sacile copre un arco temporale dagli inizi dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Secolo scorso, a cominciare dai primi strumenti viennesi e inglesi (costruiti artigianalmente nei primi prototipi di fabbriche) per arrivare, attraverso il frenetico sviluppo di meccaniche diverse e

di scuole nazionali nel corso del XIX secolo, alle soglie della produzione industriale contemporanea. Varie anche le tipologie e le forme dei pianoforti selezionati per la mostra, tra cui diversi esemplari a coda, a tavolo, verticali, a consolle, a lira e a giraffa. I modelli esposti daranno conto non solo delle molte varianti sperimentate dagli artigiani, ma anche di un itinerario che vuole seguire,

Broadwood a coda, 1875, Londra

Broadwood a coda, 1875, Londra

parallelamente al perfezionamento tecnico-costruttivo, quello della letteratura musicale che andò modificandosi dal clavicembalo (l’unico pezzo della collezione, un modello italiano del 1630, sarà in mostra) al fortepiano per raggiungere la piena evoluzione del pianoforte: per questo si potrà associare ai più antichi esemplari il tocco brillante del repertorio classico, per proseguire con le note romantiche dei pianoforti Pleyel, amati da Chopin, e quindi la maturità degli strumenti adatti alla musica europea di fine Ottocento fino agli esiti moderni del “Nuovo Mondo” anglosassone, con il marchio-leader Steinway & Sons, del quale sarà presentato un singolare modello verticale. Curiosità particolare, e modello più recente della rassegna, un pianoforte Bechstein-Moor a due tastiere, costruito a Berlino nel 1930.

La mostra resterà aperta dal 1° al 15 maggio con orario 16.30-19.30, sabato e domenica anche al mattino dalle 10.30 alle 12.30. Ingresso libero. Inaugurazione il giorno 1° maggio alle ore 18.00.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!