Risorse da antichi mestieri

9 Dicembre 2012

Roberto Golisano, calzolaio

Giuseppe Rugo, stagnino

Barbara Raffin e Lorenzo Menegaldo, compositori floreali

PORDENONE. E’ stato presentato nella sala Teresina Degan della Biblioteca Civica di Pordenone, il libro “Ritratti moderni di antichi mestieri” di Alessandro Venier e Mattia Balsamini. Il volume, pubblicato dall’associazione La Voce, unisce la bellezza delle immagini fotografiche all’intento di valorizzare un patrimonio culturale e storico che rischia di scomparire. “L’idea di ritrarre gli artigiani nelle loro botteghe – spiega Alessandro Venier – è nata per dare un messaggio soprattutto ai giovani, per sottolineare l’aspetto positivo del lavoro manuale, in una società come la nostra proiettata più verso i servizi. Se non ci saranno giovani disposti ad imparare questi antichi mestieri, rischiano di scomparire e questo sarebbe un grave danno per la nostra storia, ma anche per la nostra realtà economica. Chissà che in questo momento, con tante aziende che chiudono e i disoccupati in aumento, il recupero delle tradizioni del passato non possa diventare anche una risorsa.” Sessantasette sono gli artigiani immortalati dai due giovani fotografi pordenonesi, tra cui troviamo il tagliaboschi, il gerlaio, il cordaio, lo stagnino, il tassidermista, ma anche la tatuatrice e il gelataio. “Gli artigiani- sostiene Silvano Pascolo – nella loro attività producono un valore immateriale dato dall’unicità, dal ‘su misura’ e dall’alta qualità. Si tratta di lavori che danno grande soddisfazioni personali, perché costruiti sulle proprie qualità e i propri saperi.”

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