Ricostruita (con difficoltà) la storia del Convitto Diacono

28 Giugno 2015

CIVIDALE. La prestigiosa opera in due tomi che racchiude quasi 10 secoli di storia del Convitto Diacono di Cividale è stata presentata al pubblico e alle autorità al Centro San Francesco. L’opera è stata curata da Claudio Mattaloni ed Enrico Cernigoi. Dopo il saluto di benvenuto da parte del Rettore del Diacono Oldino Cernoia, il prof. Cesare Scalon, già professore ordinario dell’Università di Udine, ha introdotto i due volumi di 840 pagine complessive che racchiudono quasi 10 secoli di storia illustrati da oltre 1100 immagini. La grande ricerca documentaria si è rivelata particolarmente difficile per la carenza di documenti in ambito locale, in quanto le vicende belliche hanno portato alla distruzione degli archivi che erano conservati nei locali del Convitto. Si è pertanto reso necessario ampliare le ricerche negli archivi del nord e centro Italia e spingersi fino a quelli di Vienna.

cividale CartolinaConvitto2L’opera ripercorre la storia dell’imponente edificio di Cividale che è stato eretto verso il 1200 dalle suore di Aquileia ed è stato nel tempo monastero (sede di monaci francescani), ospedale militare nel corso delle due guerre, caserma, scuola (anche per sottufficiali) e molte altre cose ancora. Il Convitto viene istituito nel 1876 con il proposito di attirare i giovani italiani delle vicine regioni sotto denominazione austriaca a ricevere un’educazione fondata sui valori del patriottismo. Il suo ruolo, che è sempre rimasto centrale rispetto alla comunità sociale, è quello di un’Istituzione che, aggiornando costantemente scopi e modalità, si è mantenuta un fondamentale riferimento per l’intera comunità.

Come vivevano, cosa studiavano, come vestivano, cosa mangiavano, quali esercizi praticavano? Grazie alla ricerca di Enrico Cernigoi è stato possibile ricostruire con il massimo dettaglio anche la loro quotidianità, l’arredamento dei locali e perfino i menù dei loro sostanziosi pasti. Inoltre, grazie agli approfondimenti del curatore Claudio Mattaloni, sono stati ricostruiti i vestiti e le divise di chi abitava l’edificio nel succedersi del tempo, dalle monache benedettine alle truppe dei diversi eserciti che dal periodo napoleonico vi si insediavano, poi l’evolversi delle uniformi dei convittori e, ancora, degli eserciti della prima e seconda guerra mondiale, quando vi era un suo utilizzo prevalentemente ospedaliero.

Al termine della presentazione è stato inoltre proiettato il nuovo video del Convitto Nazionale “Paolo Diacono” a cui è seguito il concerto dell’Ensemble barocco Italico Splendore, prezioso omaggio al dipinto del 1759 di Giambattista Tiepolo raffigurante il monastero di S. Chiara, ora Convitto Nazionale.

 

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