Realizzare un film è di gran aiuto nella socializzazione

25 Febbraio 2016

PORDENONE. L’avvento delle nuove tecnologie digitali ha favorito in modo esponenziale la realizzazione di filmati. Molti giovani registi e intraprendenti gruppi di attori amatoriali possono oggi affacciarsi ad un mondo che fino a poco tempo fa sembrava loro precluso. Lo stesso è accaduto al gruppo del Circolo delle Idee, Centro di socializzazione del Dipartimento di salute mentale di Pordenone gestito in collaborazione con la Cooperazione sociale cittadina, nello specifico con le Coop sociali Fai, Itaca e Acli, che l’anno scorso ha realizzato e proposto al pubblico un suo mediometraggio, intitolato “Storie, memorie, viaggi”. Il Circolo si trova attualmente in fase di scrittura di una nuova sceneggiatura, con l’obiettivo di poter iniziare già in primavera le riprese del film.

loftx3Nel frattempo il gruppo ha fatto la piacevole scoperta di un film realizzato in assoluta autonomia da un altro gruppo di utenti di un Centro diurno psichiatrico di Vicenza, il Centro Arcobaleno. Il film è stato visionato dal gruppo del Circolo delle Idee raccogliendo entusiastici apprezzamenti, anche perché offre qualche spunto e utile suggestione per l’opera che si andrà a realizzare. E’ così scaturita l’idea di instaurare una sorta di “gemellaggio artistico” con il gruppo di Vicenza. Nasce quindi da questo presupposto la programmazione gratuita e aperta al pubblico del film “Un loftx3” del Centro Arcobaleno prevista venerdì 26 febbraio alle 20.45 al Centro Sociale Glorialanza di Villanova di Pordenone. In sala saranno presenti anche gli attori e i registi del film: potranno così raccontare al pubblico la loro esperienza, le difficoltà e le soddisfazioni provate nel corso della realizzazione di tale opera, dalla sua fase di scrittura fino a quella delle riprese. Tutti gli attori erano alla loro prima esperienza davanti alla telecamera e anche la colonna sonora è stata interamente composta da alcuni utenti della struttura.

Si tratta di un film giovane e fresco, ricco di battute ed intuizioni spassose, che attraverso il sorriso porta lo spettatore a porsi delle domande su concetti quali salute mentale, ricerca della felicità e percorsi di cura. L’obiettivo del gruppo era quello di analizzare un terreno poco battuto anche nel pur ricco panorama cinematografico relativo alla salute mentale, ossia il “dopo crisi”. Con maestria ed acume sottile, il film narra infatti della vita e delle vicissitudini di coloro che condividono un Gruppo appartamento del Dipartimento di salute mentale. Ci racconta dello sforzo nel relazionarsi con gli altri nella gestione della casa e dell’impegno per un’integrazione con la società civile. E tutto ciò con un tocco gioioso ed un ritmo incalzante. La cura e il benessere passano attraverso una miriade di possibilità. Questo film dimostra come ciò possa avvenire anche attraverso la realizzazione condivisa e partecipata ad un progetto artistico.

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