Quel tragico luglio del ’44

23 Aprile 2013

GEMONA. Martedì 23 aprile alle 21 sarà proiettato al Cinema Sociale di Gemona, a cura della Cineteca del Friuli e alla presenza degli autori, Carnia 1944 – Il sangue degli innocenti (2012) di Dino Ariis, che firma la regia, e di Pieri Stefanutti, responsabile delle ricerche bibliografiche e autore della sceneggiatura. Secondo classificato all’ottava edizione del premio Leggimontagna (sezione audiovisivi), è la ricostruzione documentata di un episodio della storia partigiana che, secondo voci a lungo circolate in Carnia, sarebbe stata la causa scatenante della feroce rappresaglia compiuta nel luglio del 1944 da una “controbanda” tedesca nelle malghe di Lanza, Cordin, Pramosio e lungo la valle del But.

L’episodio è citato per la prima volta nella Storia della guerra civile di Giorgio Pisanò, risalente agli anni ’60, in cui si parla di un assalto compiuto da sette partigiani garibaldini a una malga nei pressi di Wurmlach, in territorio austriaco. Dopo aver assassinato due giovani pastori e violentato e ucciso una ragazzina, i partigiani carnici avrebbero sequestrato i cavalli su cui sarebbero poi rientrati alla base. La versione è stata ripresa più volte, da vari ricercatori quali Bellinetti, Arena, Sollero, Pirina, Corbanese, Mansutti, sino a diventare convinzione acclarata.

Ariis e Stefanutti hanno intrapreso una loro “inchiesta”, consultando la bibliografia disponibile, andando alla ricerca di nuovi documenti e soprattutto parlando con testimoni diretti in grado di ricordare quelle esperienze lontane. I primi risultati sono stati raccolti nel video Pramosio, il giorno dell’infamia, presentato nel luglio 2007. Dopo ricerche ancora più serrate, di qua e di là del confine, è stato realizzato Carnia 1944 – Il sangue degli innocenti, in cui si dà chiara evidenza che quell’azione delittuosa in realtà non c’è mai stata.

Per fare piena luce sulla vicenda si è voluta verificare anche la possibilità di un errore geografico, e cioè che l’episodio fosse realmente accaduto ma in una località diversa da Wurmlach. Parallelamente, si sono cercati documenti e testimonianze che potessero avvalorare un’altra ricostruzione recentemente emersa, secondo la quale sarebbero i partigiani e non i tedeschi i responsabili dei fatti di Lanza e Cordin. Non si è trovato riscontro sufficiente a rafforzare con elementi di veridicità nessuna delle due ipotesi.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!