Plurilingue fin da piccoli

9 Febbraio 2016

UDINE. All’inizio “CRESCERE CON PIÙ LINGUE” era un progetto pilota e ora, invece, grazie alla sensibilità e alle richieste degli operatori sanitari e dei genitori della Bassa friulana si è evoluto in un’iniziativa consolidata. Così l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe furlane (ARLeF) ha aderito volentieri alla richiesta del Dipartimento materno infantile Latisana-Palmanova dell’AAS n. 2 di riproporre, a distanza di due anni dalla prima (che ha raggiunto 1.000 neonati e le loro famiglie), una campagna di sensibilizzazione sul plurilinguismo rivolta direttamente a tutti i genitori che entrano nei punti nascita del territorio di competenza per prepararsi al lieto evento della nascita di un figlio.

Cressi_mamma_valigetta«Abbiamo predisposto una “guida pratica”, dei materiali informativi e ludico didattici e alcuni gadget racchiusi in una valigetta – dice Lorenzo Fabbro, presidente dell’ARLeF -, che verranno distribuiti ai genitori di tutti i neonati del Dipartimento materno infantile Latisana-Palmanova col motto “Puarte a cjase il furlan”. Il nostro intendimento e quello degli operatori sanitari del territorio, è far conoscere ai genitori e ai nonni le opportunità offerte dal crescere i loro bambini, fin dalla più tenera età, in un fertile ambiente plurilingue, dove il friulano ha un ruolo anche di facilitatore. Conoscere più lingue, infatti, offre solo vantaggi e nessuno svantaggio».

«Il progetto, fin dall’inizio, è stato da noi appoggiato con entusiasmo – aggiunge la dottoressa Silla Stel, responsabile del progetto per il Dipartimento di prevenzione dell’AAS n. 2 – perché crescere con più lingue è un bel modo per promuovere lo sviluppo e il benessere dei neonati, migliorandone l’aspetto cognitivo. Ci fa immenso piacere ripetere e allargare questa esperienza sostenuta dalle ostetriche che, fisicamente, consegnano il materiale ai neo-genitori, friulani e non, che viene sempre ben accettato».

Numerose ricerche scientifiche concordano sul fatto che imparare il friulano da piccoli non è uno sforzo e, anzi, aiuta nell’apprendimento delle altre lingue, come l’inglese, a esempio. Ciò che importa è che le diverse lingue si acquisiscano come risposta al bisogno di comunicare, alla necessità di conoscere il mondo e le persone, al voler rivelare se stessi. Inoltre, i bambini precocemente plurilingui, tendono a essere più abili nell’attenzione selettiva e nel passaggio da un compito all’altro.

Il progetto “Crescere con più lingue”, si è anche arricchito di una sezione video che si può vedere o scaricare dal sito dell’Agenzia (www.arlef.it). Trenta domande agli esperti del settore, ricercatori, tecnici della scuola e genitori (Pierino Donada, Silvana Fachin Schiavi, Patrizia Pavatti, Rosalba Perini, Linda Picco e Antonella Sorace) che rispondono direttamente, in video, in maniera efficace e puntuale ai bisogni informativi e di approfondimento, ai dubbi e alle curiosità che riguardano le scelte e le modalità educative e didattiche del bi e plurilinguismo, anche in lingua minoritaria. Le interviste affrontano 5 macro argomenti: “perché i bambini crescono meglio a contatto con più lingue”; “qual è l’esperienza diretta dei genitori che hanno fatto questa scelta”; “come è organizzato l’insegnamento del friulano a scuola”; “la lingua friulana a scuola e le leggi di promozione e tutela”; “in che modo l’insegnamento del friulano a scuola può essere inserito in un percorso didattico plurilingue”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!