Peteano, strage dimenticata

6 Aprile 2013

GEMONA. Prosegue a Gemona la tournée regionale e nazionale del documentario Per mano ignota: Peteano, una strage dimenticata, che ha riacceso i riflettori sull’attentato terroristico noto come “strage di Peteano”, dal nome dalla frazione di Sagrado (Gorizia) dove il 31 maggio 1972 morirono i tre carabinieri Donato Poveromo, Franco Dongiovanni e Antonio Ferraro, uccisi dallo scoppio di una Fiat 500 imbottita di esplosivo. Per presentare il film e parlarne con il pubblico gemonese, mercoledì 10 aprile alle 21 saranno al Cinema Sociale, ospiti della Cineteca del Friuli, il giovane regista goriziano Cristian Natoli, il produttore Alberto Sorge e l’avvocato Nereo Battello, difensore di chi fu ingiustamente accusato della strage.

Felice Casson

Per mano ignota è uno di quei lavori necessari per la coscienza storica del Paese. L’intento principale è di far conoscere maggiormente a un’Italia che pare averla rimossa una vicenda dai molti lati ancora oscuri e che rientra, sebbene non ufficialmente, nel quadro della cosiddetta “strategia della tensione”. Fra gli attentati degli anni di piombo, Peteano è l’unico di cui si conoscano i colpevoli. Dopo anni di depistaggi volti a farne ricadere la responsabilità su alcuni militanti della sinistra, gli assassini sono stati individuati nei neofascisti Carlo Cicuttini, Ivano Boccaccio e Vincenzo Vinciguerra. Quest’ultimo, reo confesso, fece intendere a Felice Casson, che aveva riaperto il caso in veste di giudice istruttore di Venezia, che qualche ordine era partito da Roma e che lo Stato aveva coperto la “pista nera”. E proprio in seguito alle indagini di Casson sui depistaggi, nel 1990 Andreotti ammise l’esistenza della struttura paramilitare segreta Gladio. Peteano appare una strage emblematica che può fornire una chiave di lettura di altri attentati che hanno insanguinato l’Italia e i cui responsabili mancano ancora all’appello.

Per la ricostruzione storica, molto precisa, Natoli utilizza materiali d’archivio e soprattutto le testimonianze di Casson e di due giornalisti che seguirono il caso: il ferrarese Gian Pietro Testa, che ne scrisse sul quotidiano Il Giorno e nel suo libro-inchiesta La strage di Peteano, del 1976, in cui anticipò di alcuni anni la verità giudiziaria; e Giorgio Cecchetti, che seguì l’avvenimento per La Repubblica. Ma il film affronta anche gli aspetti umani della vicenda attraverso le voci di chi l’ha vissuta sulla propria pelle: le vedove e i colleghi dei carabinieri assassinati, due dei sei cittadini innocenti che furono in un primo tempo accusati del crimine e gli avvocati che li difesero. Forte di contenuti densi e di un ritmo serrato ottenuto anche grazie all’ottimo montaggio, Per mano ignota ha già riscosso molti consensi e un notevole successo di pubblico.

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