Pasquetta con Pizzinato

30 Marzo 2013

I cartoni degli affreschi di Parma (Foto Alessio Buldrin)

PORDENONE. La domenica di Pasqua, 31 marzo e il lunedì di Pasquetta i musei civici di Pordenone saranno chiusi. Unica ad essere aperta lunedì 1 aprile, dalle 15.30 alle 19.30, sarà la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “A. Pizzinato”, dove è in corso la mostra “Armando Pizzinato, nel segno dell’uomo”, antologica dedicata ad uno dei più significativi artisti del Novecento italiano, maniaghese di origine, accolto da Pordenone e successivamente adottato a Venezia. Si tratta di una mostra di ampio respiro che ripercorre tutte le tappe della sua evoluzione artistica, dove spiccano anche opere di grandi dimensioni e di forte impatto visivo ed emotivo, che è stata visitata da importanti critici d’arte raccogliendo segnalazioni e recensioni sui quotidiani nazionali più prestigiosi e sulle riviste specializzate.

La prima sezione della mostra è dedicata agli anni giovanili di formazione legati all’ambiente artistico di Pordenone, dove il giovanissimo Armando studiò con Tiburzio Donadon e Pio Rossi, per poi andare a Roma, dove strinse amicizia con Guttuso, grazie alla Borsa di studio Marangoni. Nel 1941, trasferitosi a Venezia, si fa notare dal pubblico e dalla critica con una prima personale. Aderisce alla Resistenza, di cui celebra i valori anche con la pittura e nel dopoguerra aderisce al Fronte Nuovo delle Arti, di cui è uno dei fondatori e tra i maggiori promotori. La seconda sezione approfondisce l’adesione al Realismo Italiano, periodo nel quale espone la grande tela “Un fantasma percorre l’Europa” alla XXV Biennale. Al centro della sua opera emerge l’uomo nuovo rappresentato dai lavoratori come ben testimoniano i cartoni degli affreschi della Sala Consiliare della Provincia di Parma, prestigioso e impegnativo incarico degli anni ’50.

La terza sezione si apre con l’improvvisa morte della moglie Zaira, nel dicembre del 1962, che provoca una profonda crisi artistica e l’esaurirsi dell’esperienza realista. Si apre dunque il periodo neonaturalista, con cui giunge a una piena libertà espressiva utilizzando forme sia dinamiche, sia astratte o figurative ma sempre fedele a una concreta visione della realtà. Arrivano un secondo amore, nuove ispirazioni, grandi riconoscimenti ufficiali e importanti mostre: Biennale di Venezia, Mosca, Leningrado, Berlino, Pordenone, Museo Correr. Ma Pizzinato non si ferma qui, cerca nuovi orizzonti e una piena libertà interiore, che caratterizzano il suo ultimo ciclo artistico: sono grandi dipinti portatori di una nuova astrazione costruita su rigorose geometrie. Il libro Poffabro luogo magico, dedicato al suo Friuli e pubblicato nel 1992, che può essere considerato come il suo testamento spirituale, chiude la sezione. Esso eleva un monito a difesa del rispetto dei luoghi e della loro memoria, denunciando speculazione edilizia e restauri architettonici dissennati, lasciandoci un’idea di paesaggio come patrimonio collettivo. La sezione a Casa Zanussi, dedicata al contesto pordenonese, lunedì 1 aprile osserverà invece il risposo festivo.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!