Palmanova: sì al progetto per valorizzare le fortificazioni

10 Novembre 2013

PALMANOVA. La comunità scientifica internazionale si esprime a favore della candidatura del progetto del sito seriale transnazionale “Le opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo” a patrimonio dell’umanità. E’ l’importante sintesi raggiunta al termine dei lavori del convegno internazionale di studi che si è chiuso sabato a Palmanova, incentrato sul tema Palmanova_convegno_internazionaledell’architettura militare di Venezia in terraferma e in Adriatico fra XVI e XVII e che ha messo a confronto tra venerdì e sabato una ventina di relatori e studiosi provenienti da Croazia, Francia, Germania, Inghilterra, Montenegro, Stati Uniti, oltre che da numerosi centri universitari italiani. Al termine del convegno, durante il quale sono emersi numerosi spunti di novità per uno studio comparativo della fortezza rispetto alle altre iniziative di difesa militare sia in Italia che nell’area della Croazia e del Montenegro, il curatore scientifico Francesco Paolo Fiore direttore del Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’architettura dell’Università “Sapienza” di Roma, ha proposto ai relatori un documento, sottoscritto all’unanimità, indirizzato al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo affinché sostenga la candidatura nella tentative list per il riconoscimento dei siti da parte dell’Unesco.

L’iter della candidatura si appresta ora ad entrare nel vivo, con la realizzazione della documentazione tecnico-scientifica unitaria da portare nel 2014 alla commissione internazionale Unesco con la speranza di arrivare entro due anni alla proclamazione da parte degli uffici di Parigi. Alla candidatura Unesco “Le opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo” Palmanova partecipa come città-fortezza insieme alla città fortificata di Bergamo, capofila del progetto, Peschiera del Garda e alle fortificazioni di Venezia e Chioggia, Zara, Sebenico, Korčula (in Croazia), Cattaro e Castelnuovo (in Montenegro), vive testimonianze dell’impegnativo e complesso sforzo di Venezia per difendere il suo stato grazie alle competenze, militari e tecniche, dei suoi governanti, provveditori alle fortezze, comandanti militari e architetti.

Nel pomeriggio di sabato i lavori sono proseguiti con la tavola rotonda intitolata “Obiettivo Unesco, processi di gestione e valorizzazione dei beni culturali” che ha aperto un confronto sulle strategie progettuali necessarie affinché il titolo di “patrimonio Unesco” si tramuti in una reale opportrunità di valorizzazione della città fortezza e degli altri siti candidati nell’ottica di uno sviluppo economico e turistico.

Fruizione del bene culturale, marketing territoriale, appetibilità del prodotto turistico, accesso ai fondi europei (sono 325 miliardi i fondi europei a disposizione complessivamente degli Stati membri, allocati nella “politica di coesione” della programmazione comunitaria 2014-2020 e che comprende iniziative culturali), sinergie tra pubblica amministrazione, tessuto imprenditoriale e cittadinanza: sono alcuni dei temi toccati da Gianni Torrenti, assessore regionale alla cultura, Gianni Bonazzi, del segretariato generale servizio I Coordinamento e studi del MIBACT, Roberto Grandinetti, dipartimento di scienze economiche e aziendali dell’Università di Padova, Alessandro Leon, Presidente del Cles di Roma e Adriana Danielis, assessore alla cultura del Comune di Palmanova.

“E’ stato un convegno di grandissimo spessore – spiega il sindaco Francesco Martines – che ha consentito di raggiungere a livello scientifico quell’unità di intenti tra Italia, Croazia e Montenegro che è insita nel progetto di candidatura Unesco, anticipando quindi una parte dell’obiettivo che questa candidatura si pone: creare un itinerario storico, culturale e conseguentemente turistico legato al patrimonio delle fortificazioni venete dalla terraferma all’Adriatico”.

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